
Cronaca / Tirano e Alta valle
Giovedì 20 Marzo 2025
Trova nella cappella di famiglia in Brianza l’urna di un anziano di Bormio
Bormio
La sorpresa è stata non poca, quando si è recato in via Rimembranze a Renate, in provincia di Monza e Brianza, per pregare nella cappella di famiglia: accanto alle tombe dei suoi cari, infatti, si è imbattuto nelle ceneri, custodite all’interno di un’urna, di uno sconosciuto.
Si tratta di una cassetta in legno chiaro, con una targhetta in metallo sulla quale è inciso il nome e cognome di un anziano venuto a mancare tre anni fa, mai visto nè sentito. Il morto risiedeva in Valtellina, per la precisione a Bormio.
E’ facile intuire lo sgomento e la sorpresa che hanno travolto l’uomo, residente a Vimercate, arrivato nel paese la scorsa settimana per alcuni momenti di raccoglimento in preghiera. Senza perdere tempo, dopo la scoperta, ha deciso di segnalare con tempestività l’episodio in Comune, a Renate, e gli agenti della Polizia Locale del comandante Fabio Gazzaniga hanno avviato le indagini per cercare di stabilire cosa fosse successo. I primi accertamenti hanno portato all’identificazione del defunto: classe 1935, R.P. (le iniziali delle generalità), deceduto il 14 marzo del 2022 a Bormio, dove risiedeva da lungo tempo.
A legarlo alla località della provincia di Monza e Brianza unicamente il matrimonio, celebrato negli anni Sessanta nella parrocchiale intitolata ai Santi Donato e Carpoforo: probabilmente marito e moglie si erano conosciuti lì, oppure avevano fatto una gita, laggiù, da innamorati, che era rimasta loro particolarmente impressa, così da decidere di sposarsi in quella chiesa. Tuttavia, come l’urna di non piccole dimensioni con le ceneri del “de cuius” sia finita - su un basamento di marmo - nella cappella del camposanto di una famiglia di estranei resta, al momento, ancora un vero e proprio giallo. Come dicevamo stanno adesso indagando gli uomini della Locale, coordinati dal commissario Gazzaniga, i quali a un primo risultato sono già pervenuti: “L’urna avrebbe dovuto trovarsi all’interno dell’appartamento della vedova a Bormio”.
E’ stata rubata dall’alloggio in Alta Valtellina assieme ad altri oggetti al fine, magari, di chiedere in un momento successivo un riscatto per la restituzione ? In ogni caso chi l’ha collocata all’interno della cappella ha avuto vita facile ad avere accesso alla stessa, in quanto il sepolcro non viene mai chiuso a chiave dai proprietari. Al momento gli agenti hanno raccolto la denuncia del vimercatese contro ignoti: l’ipotesi di reato su cui si lavora è quella contemplata dall’articolo 412 del Codice Penale, ovvero occultamento di cadavere. Un passo avanti nell’inchiesta della Procura di Monza guidata dall’ex procuratore sondriese Claudio Gittardi - che ancora deve assegnare il fascicolo a un magistrato, secondo quanto abbiamo appreso nelle ultime ore - si spera possa giungere dalla vedova valtellinese la quale non ha figli e vive sola a Bormio. Si tratta di una pensionata nata nel 1941, N.C. (le iniziali delle generalità) oggi quasi novantenne, la quale in un primo momento avrebbe dovuto essere interrogata al Comando di Polizia Locale di Renate, ma poi in relazione all’età molto avanzata della donna è stato deciso che a interrogarla in rogatoria, nei prossimi giorni, come persona informata sui fatti mica da indagata, saranno i colleghi dell’ex Municipale di Bormio.
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