Grosotto piange lo storico Graziano Robustellini

Grosotto

La comunità di Grosotto piange la scomparsa di Graziano Robustellini, storico appassionato e profondo conoscitore delle tradizioni locali, venuto a mancare. E’ il terzo grave lutto nel mondo della cultura di Grosotto in pochi mesi. Dapprima l’ex parroco di Sondalo don Gianni Sala Peup, classe 1934, poi il parroco emerito di Grosotto don Pierino Robustelli ed ora Graziano che ha dedicato la sua vita alla passione infinita per la storia del suo paese Grosotto con continue ricerche negli archivi parrocchiali. Aveva 85 anni. Tutti e tre erano ospiti della casa di riposo di Grosotto. L’ultimo saluto oggi pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Grosotto.

Dopo una vita di lavoro a Sondrio in banca, una volta in pensione i problemi di salute l’avevano costretto dapprima ad essere ospite della fondazione Visconti Venosa a Grosio e poi della casa di riposo Gianmatteo Venzoli della sua Grosotto. Il suo impegno nella ricerca e nella divulgazione ha lasciato un segno indelebile, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio culturale e religioso del territorio. Grande l’amicizia con lo storico che l’ha legato con lo storico grosino, Gabriele Antonioli che l’ha spronato nelle sue opere. Tra i suoi contributi più significativi si annovera il volume “Il Santuario della Madonna delle Grazie di Grosotto”, edito dall’associazione Amici della Croce di Campiano, che ha rappresentato un’importante risorsa per la conoscenza di uno dei luoghi di culto mariani più antichi e prestigiosi della Valtellina. «La Fabbriceria della Beata Vergine deve tanto a Graziano per questo volume, che ha contribuito a valorizzare il nostro Santuario», afferma Vincenzo Osmetti, fabbriciere del Santuario della Madonna delle Grazie di Grosotto. Oltre a questa fondamentale opera, Graziano Robustellini ha firmato un altro importante studio: “La tradizione organaria nel Santuario di Grosotto”, un approfondimento storico e tecnico dedicato agli organi presenti nel Santuario e alla tradizione musicale legata alla liturgia locale. Anche questo volume ha permesso di conservare e tramandare la memoria di un aspetto fondamentale del patrimonio artistico e culturale di Grosotto.

«Il Santuario, risalente al XV secolo, è un simbolo di fede e arte, testimone di secoli di storia e di devozione popolare. Grazie agli studi di Robustellini, la sua storia è stata raccontata con rigore e passione, restituendo alla comunità un prezioso strumento di memoria e identità culturale. Con la sua scomparsa, la Valtellina perde un ricercatore instancabile e un uomo che ha saputo raccontare il territorio con dedizione e amore- conclude Osmetti-. Le sue opere rimarranno un punto di riferimento per studiosi, appassionati e per tutti coloro che vorranno conoscere e approfondire la storia di Grosotto e del suo Santuario». Umo molto religioso è stato il primo laico autorizzato a distribuire la comunione sia a Grosio che a Grosotto in contemporanea. Ora Graziano con la sua inseparabile giacca blu figlia di un’eleganza classica continuerà le sue ricerche, inseparabili compagne di una vita, da un nuovo orizzonte.

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