
Cronaca / Tirano e Alta valle
Lunedì 17 Marzo 2025
Bimbo azzannato a Grosio: «Portate via quel cane»
Grosio
C’è un nuovo capitolo nella vicenda del bambino che a Grosio, il 20 gennaio, mentre giocava con altri quattro minorenni, è stato morso dal cane lupo della donna nella cui casa si trovava con gli altri ragazzini.
A renderlo noto è la padrona dell’animale che quel giorno, schiacciato involontariamente dal piccolo ospite, reagì all’improvviso azzannandolo.
«I genitori - dice Elena Camelia Luca, 40 anni, originaria della Romania, da tanto tempo trapiantata in Valtellina, ex traduttrice a Milano - si sono rivolti all’avvocato Ezio Trabucchi per chiedermi, con un atto ufficiale, di allontanare immediatamente il mio cane dal condominio in cui tutti noi abitiamo. Sostengono di soffrire di ansia e di avere paura per la presenza del cane. Su questo punto avrei da dire molto, ma è meglio che non parli».
«Non criminalizzatelo»
La donna, che oggi lavora come addetta alle pulizie in un residence della ski-area di Bormio, aggiunge: «Non ho assolutamente intenzione, al momento, di privarmi del mio cane Hermes di 5 anni che ora, tra l’altro, segue una sorta di percorso educativo prescritto dagli esperti di Ats della Montagna e in tutta onestà, mi sento a posto dal punto di vita legale. Certo tutto ciò non modifica in me il dispiacere per quanto accaduto al bambino e la sofferenza in lui per l’incidente la cui esatta dinamica ho già avuto modo di spiegare bene, alla luce anche dei racconti di chi era presente, ha assistito e ha possibilità di dire come realmente si sono svolti i fatti che hanno portato il cane a reagire come ha fatto».
La signora sostiene che «non saranno certamente i soldi dell’assicurazione a potere alleggerire il trauma subito alle braccia dal figlio di otto anni dei miei vicini con i quali, purtroppo, negli ultimi tempi i rapporti si sono guastati. Non intendo polemizzare, ma ci sono rimasta davvero male perché proprio non me lo aspettavo».
«Una preghiera: non criminalizzate il cane. La colpa è unicamente mia e non intendo assolutamente sottrarmi alle mie responsabilità. L’ho detto, quel giorno, anche ai carabinieri», aveva detto la donna, assistita dall’avvocato Giulio Speziale, la quale ha già speso 350 euro per le prime 8 lezioni di riabilitazione. «Alla fine del percorso diventerà come un “cane soldato”, se si può dire così. Ma non è mai stato aggressivo: quella sera venne a trovarsi in uno stato di difesa da stress per quanto gli stava succedendo, mi hanno spiegato gli educatori».
Le indicazioni
Sull’episodio era intervenuta L’Ats della Montagna, Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale, con le notifiche trasmesse alla donna, al sindaco e al Servizio di polizia locale di Grosio, paese di residenza della signora, della vittima e luogo dove avvenne il fatto. Il direttore del Dipartimento ha trasmesso a Luca un’ordinanza con la quale le ordina, tra l’altro, di “custodire il cane con ogni debita cautela (uso congiunto di museruola e guinzaglio al di fuori dell’ambito domestico) per prevenire danni a persone o altri animali; di provvedere a stipulare un’assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane entro 15 giorni; di sottoporre il cane al più presto a intervento terapeutico comportamentale da parte di un medico veterinario esperto in comportamento animale”.
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