Botte e minacce ai genitori, 47enne patteggia un anno e quattro mesi

Chiavenna

Insulti, minacce e botte ai genitori con cui conviveva e che ha maltrattato quotidianamente per dodici anni, fino a quando, dopo un ultimo e particolarmente violento episodio, non hanno trovato il coraggio di denunciare il figlio e mettere la parola fine alle angherie subite. Ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione un uomo di 47 anni valchiavennasco, di cui non riveliamo l’identità con l’unico e preciso scopo di tutelare le vittime della triste vicenda. L’accusa di cui ha dovuto rispondere è quella di maltrattamenti familiari.

L’uomo, dal 2011 e fino a gennaio dell’anno scorso, aveva sottoposto la madre e il padre, oggi ultra ottantenni, il padre particolarmente fragile perché per problemi di salute fatica a deambulare, a continui e drammatici maltrattamenti, costringendoli a sopportare penose condizioni di vita e facendoli addirittura temere per la propria incolumità.

Quotidianamente inveiva contro di loro, sbattendo i pugni contro il tavolo mentre li insultava; frequentemente spintonava la madre e le tirava i capelli. E in un’occasione aveva addirittura afferrato il padre per il collo, lo aveva strattonato e gli aveva sputato in faccia; poi si era scagliato contro la madre, intervenuta a difesa del marito, prendendola per i capelli, facendola cadere a terra e, dopo che la donna era riuscita a rialzarsi, spingendola fino a farla cadere di nuovo.

Dopo quell’ultimo drammatico episodio, che risale al 3 gennaio del 2024, i genitori avevano finalmente deciso di denunciare il figlio, mettendo così la parola fine ad anni e anni di maltrattamenti e vessazioni che l’accusa definisce quotidiani

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, Antonio De Rosa, ha concesso all’imputato la sospensione condizionale della pena, subordinata alla partecipazione con frequenza bisettimanale e al superamento con esito favorevole di uno specifico percorso di recupero presso il Centro uomini maltrattanti di Sondrio. Dovrà adempiere entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza. E, quando la sentenza diventerà irrevocabile, verrà trasmessa anche all’Ufficio esecuzione penale esterna di Como per i dovuti controlli.

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