
Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 31 Gennaio 2025
Processo Molinari, respinte le eccezioni. Per sei imputati giudizio in altra sede
Sondrio
Non sarà Fabio Giorgi, giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sondrio, a decidere circa il rinvio a giudizio per sei dei 32 imputati indicati nella richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Sondrio in merito al “caso Molinari”.
Che sintetizziamo così perché la persona più esposta pubblicamente e coinvolta nell’indagine è Fabio Molinari, 46 anni, di Lovere (Bergamo), indagato e poi imputato per una serie di reati contestati a vario titolo anche ad altre persone coinvolte nel procedimento. Si parla di ipotesi di reato quali concussione, peculato, turbata libertà degli incanti, induzione indebita, dare o promettere utilità.
Insomma, un fascicolo corposo, forte di migliaia di pagine, che vede 108 parti offese, anche se solo una si è costituita parte civile, ovvero Cristina Paravicini, difesa dall’avvocato Valeria Morales Sosa, all’epoca dei fatti impiegata all’istituto comprensivo Damiani 2 di Morbegno diretto da Maria Rita Carmenini. Una dei cinque presidi coinvolti e che era presente all’udienza di ieri e alla precedente così come sempre presente è Raimondo Antonazzo, nella sua veste di ex preside del comprensivo di Ponte in Valtellina. Fino ad ora assenti, invece, gli allora presidi Bruno Spechenhauser, Maria Pia Mollura e Michele Muggeo.
Ebbene, il giudice Giorgi, ha respinto tutte le eccezioni formali e procedurali avanzate dalle difese e anche le eccezioni di competenza territoriale nel giudizio salvo quelle avallate dalla Procura della Repubblica di Sondrio nella memoria depositata il 10 gennaio scorso.
Va da se, quindi, che sei imputati verranno giudicati in altra sede, per lo più dalla Procura di Bergamo e in due casi di Brescia, in quanto i fatti contestati si sono svolti su quei territori ed è corretto che siano le Procure di riferimento ad occuparsene. Quella di Sondrio, diretta da Piero Basilone, in udienza affiancato dal sostituto procuratore Giulia Urbani, trasferirà gli atti di indagine relativi ai colleghi di Bergamo e Brescia che, a loro volta, potranno anche decidere di integrarli con nuovi accertamenti. In pratica per questi sei imputati il procedimento si riavvia in toto, parte daccapo.
Si tratta di Raffaele Ciambrone e Antonino Floridia per i quali è competente la Procura di Brescia, di Gianmarco Pecis Cavagna, di Villa d’Ogna (Bergamo), di Matteo Maggioni, di Pisogne (Brescia), di Marco Compagnoni, di Costa Volpino (Bergamo) e di Simone Sacristani, di Niardo (Brescia) dei quali si occuperà la Procura di Bergamo. I capi d’imputazione che li riguardano sono, nell’ordine, il 94, il 164, il 18, il 39 e il 59, tenuto conto che sono complessivamente ben 168. La posizione di Fabio Molinari resta ancorata alla realtà di Sondrio, anche per quanto riguarda il capo d’imputazione numero 94 che lo coinvolgeva insieme a Ciambrone e Floridia.
Nella prossima udienza, del 20 febbraio, alle 9.30, il giudice Fabio Giorgi darà lettura delle motivazioni della sentenza emessa ieri sulle eccezioni e le competenze territoriali e lì meglio si capirà il motivo che lo ha indotto a trasferire gli atti alle altre Procure.
Ricordiamo che si tratta di una fase preliminare lunga e complessa, partita il 13 giugno scorso e che potrebbe concludersi entro marzo. Le prossime udienze sono fissate al 20 febbraio e al 7 e 21 marzo.
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