
Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 04 Aprile 2025
«Operazioni al cuore, manca la riabilitazione nei centri valtellinesi»
A parlare è una donna, ex infermiera, che ha portato il marito appena operato a Gravedona. L’Asst: «Problemi di personale, ma servizi in crescita»
Sondrio
«Mio marito è stato ricoverato all’ospedale di Gravedona per la riabilitazione cardiologica. Il Morelli, in passato, è sempre stato un centro neurologico di eccellenza. Ma ora lassù non c’è più la riabilitazione cardiologica. Un paziente, adesso, è costretto ad andare a Gravedona, oppure a San Pellegrino Terme o Milano o in Val d’Intelvi. Ci hanno chiesto dove volessimo recarci e abbiamo indicato il Moriggia-Pelascini».
Così Marina Gaburri, la moglie di un paziente di Piateda, ci contatta per raccontare l’esperienza vissuta dalla sua famiglia.
«Mio marito di 68 anni - dichiara la donna, oggi in pensione, ma in passato dipendente della struttura ospedaliera sondriese come infermiera - è stato operato alla clinica Monzino di Milano e dopo una settimana dimesso. I medici ci hanno domandato dove avremmo voluto recarci per la riabilitazione, in quanto in Valtellina non c’è alcuna possibilità. A Gravedona è stato sottoposto a un’ora di riabilitazione mattutina e a un’ora nel pomeriggio. Ed è monitorato 24 ore su 24. Ma mi chiedo: con le strutture presenti in Valtellina non si poteva ricavare uno spazio, ad esempio, in uno dei padiglioni vuoti del Morelli per la riabilitazione? Senza costringere i valtellinesi che ne necessitano ad emigrare? Mio marito è stato sottoposto a un intervento al cuore a Milano: è stata fatta una plastica a una valvola che aveva già ed era difettosa, una valvola mitralica danneggiata. E poi nei nostri Pronto soccorso perché costringere i parenti a stare sulle scale esterne in attesa?».
Sul perché della mancanza di questo servizio riabilitativo in Valle, avevamo chiesto delucidazioni ai vertici sanitari provinciali, sino a pochi mesi fa guidati da Monica Fumagalli.
Di seguito le risposte di chi guidava prima degli attuali manager. «All’interno dell’Asst Valtellina e Alto Lario opera l’Unità operativa complessa di Cardiologia, diretta dal dottor Giuseppe Seresini, che svolge attività di ricovero nel reparto ubicato al primo piano del padiglione nord dell’Ospedale di Sondrio e attività ambulatoriale nei presidi di Sondrio, Sondalo, Morbegno e Chiavenna - la risposta -. Offre ambulatori dedicati per cardiopatia ischemica cronica e scompenso cardiaco avanzato, controllo pacemaker in presenza e da remoto, ecocardiografia color Doppler, transtoracica, transesofagea, ecocardiografia con stress farmacologico e da sforzo, ecografia transcranica, test da sforzo, scintigrafie miocardiche, visite cardiologiche, visite cardiologiche pediatriche, Ecg dinamico sulle 24 ore secondo Holter e monitoraggio pressorio sulle 24 ore. Molto importante, allo scopo di evitare ai medici specialisti i viaggi da un presidio all’altro, ottimizzando il loro lavoro, e ai pazienti gli spostamenti, è il servizio per l’effettuazione di elettrocardiogrammi, lettura Holter ecg 24 ore e monitoraggio pressorio con refertazione a distanza per gli utenti, eseguiti da infermieri sul posto, per chi si presenta a Morbegno, Chiavenna, Bormio e Livigno. La Cardiologia effettua oltre 1.200 ricoveri all’anno, più di 1.300 procedure, per emodinamica, elettrofisiologia ed elettrostimolazione, e oltre 6mila visite cardiologiche ambulatoriali. Complessivamente le prestazioni superano la soglia di 60mila all’anno».
E ancora: «Grazie alla collaborazione in atto con l’Università degli Studi di Milano Bicocca, per la specialità Malattie dell’apparato cardiovascolare, la Cardiologia di Sondrio accoglie i medici specializzandi del primo, del terzo e dell’ultimo anno. A loro si aggiungono giovani medici cardiologi, in sostituzione della cooperativa dal luglio del 2023, recentemente assunti dal Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, a integrare l’organico del reparto, nell’ambito della convenzione sottoscritta con l’Asst Valtellina e Alto Lario».
«Pure in una fase di progressiva riduzione del personale - sottolinea il dottor Seresini - in questi anni la Cardiologia ha notevolmente aumentato il numero delle prestazioni rispetto al passato, sia sulla parte interventistica che ambulatoriale. Il nostro obiettivo, ogni giorno, è di portare ai massimi livelli qualitativi l’offerta agli utenti, con un notevole sforzo da parte di medici e infermieri».
Attualmente, l’Unità operativa semplice di Cardiologia riabilitativa, spiegavano inoltre i vertici sanitari, «seppure prevista, non è attivata per mancanza di personale medico e infermieristico e in assenza di un responsabile, in quanto il bando pubblicato nel novembre del 2023 era andato deserto. La Cardiologia riabilitativa di Sondalo era stata riconvertita in reparto Covid nel corso del 2020 e il personale assegnato ad altri reparti, mentre quella di Morbegno non era più operativa già dal 2017».
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