
Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 13 Marzo 2025
Melavì, il comitato di crisi: «Contestazioni da una sparuta minoranza»
Ponte in Valtellina
Il Comitato esecutivo per la gestione della crisi d’impresa di Melavì scende in campo con una nota stampa chiarificatrice rispetto alla situazione in cui versa la società agricola e chiede, ancora una volta, unità e senso di responsabilità in questo momento così nodale per l’azienda.
«Dispiace vedere che pareri discordanti rispetto ad un fine, purtroppo non scelto, ma imposto dalla situazione e dalla normativa vigente, abbia dato origine a contestazioni sfociate malamente sulla pubblica piazza ingenerando allarme e levate di scudi assolutamente non funzionali alla situazione - scrivono nella nota stampa diramata oggi Daniele Pasini, presidente di Melavì, Federico Tegiacchi e Benito Marchesi, membri del Comitato di crisi - e tali da inficiare la possibilità di arrivare ad una soluzione della crisi. Tra l’altro - aggiungono - le contestazioni sono sorte da una sparuta minoranza che non rappresenta nemmeno il 5% del prodotto gestito da Melavì o da cosidetti simpatizzanti estranei alla compagine sociale. Mentre il resto dei conferenti (poco più di un centinaio, ndr) risulta ancora sostanzialmente compatto».
Ed è proprio su questo zoccolo duro che, il Comitato vuole far presa in primis anche se chiama tutti ad un’assunzione di responsabilità e a partecipare a questa nodale fase decisionale in cui è in ballo la sopravvivenza della cooperativa sorta nel 2013 per fusione delle tre esistenti, quella di Ponte, quella di Villa di Tirano e quella dell’Alta Valle.
«Il tempo a disposizione è poco - dicono dal Comitato - e la confusione che si è creata non giova a nessuno, per cui auspichiamo la massima responsabilità da parte di tutti per evitare che “perturbazioni” e disallineamenti su un percorso di soluzione della crisi che è di fatto l’unico offerto dalla normativa vigente, vadano a compromettere tutto il difficile lavoro svolto fino ad ora».
La soluzione sul piatto è quella del concordato preventivo in bianco che, proprio perché tale, permette ancora di lavorare al salvataggio dell’azienda laddove intervenissero supporti da parte di terzi e dalla Banca Popolare di Sondrio, in primis, che una mano l’aveva tesa in questo senso.
La fase di composizione negoziata della crisi scadrà infatti il 23 marzo e per il giorno 24 occorre avere pronta un’alternativa valida a norma di legge, perché non si è riusciti, nei tempi previsti, a risolvere la crisi debitoria piazzando sul mercato gli immobili messi in vendita. Interesse ne avevano destato, ma non si è concretizzato in un acquisto vero e proprio, per cui siamo punto e a capo.
«Gli organi sociali stanno operando - dicono dal Comitato - sono stati individuati advisor specializzati, è stata disposta la perimetrazione e valutazione del patrimonio sociale e sono al vaglio tutte le possibilità per dare continuità funzionale a Melavì, il tutto in un contesto in cui il prodotto conferito dai soci è passato, in pochi anni, da quasi 280mila a 70mila quintali».
Non sono pochi coloro che, soprattutto fra Villa e Bianzone, conferiscono il prodotto in Svizzera.
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