
Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 03 Marzo 2025
Maltrattamenti in famiglia: 12 capi d’imputazione, multa da poco più di 200 euro
Il 46enne, nato in Romania e residente in Valtellina, avrebbe insultato, minacciato e picchiato la moglie, ma per 10 dei capi di imputazione non è condannabile: in sette casi perché nel frattempo è intervenuta la prescrizione, negli altri tre perché la moglie ha ritirato la querela
Sondrio
Dodici capi di imputazione per maltrattamenti nei confronti della moglie, dodici diversi episodi in cui l’imputato, un uomo di 46 anni nato in Romania e residente in Valtellina, avrebbe insultato, minacciato e picchiato la donna, anche alla presenza dei figli minori; ma se l’è cavata con appena 210 euro di multa. Per dieci di questi capi di imputazione, infatti, l’uomo non è condannabile, in sette casi perché nel frattempo è intervenuta la prescrizione, negli altri tre perché la moglie ha ritirato la querela. Così, il giudice del Tribunale di Sondrio, Carlo Camnasio, ha condannato lo straniero al pagamento di 210 euro di multa e delle spese processuali.
La vicenda, approdata nei giorni scorsi in tribunale, è particolare. Non certo per il tipo di reato contestato, perché i procedimenti penali per maltrattamenti familiari sono purtroppo all’ordine del giorno nel tribunale del capoluogo valtellinese; ma piuttosto per l’esito del processo, con una condanna davvero esigua a fronte delle pesanti accuse. Accuse che, per altro, non sono risultate infondate, non è stata infatti pronunciata una sentenza di assoluzione. In sostanza, lo straniero è stato ritenuto colpevole “solo” di aver minacciato telefonicamente la donna nel dicembre del 2022, quando lei era tornata in Italia con i figli dopo un periodo trascorso nel suo Paese di origine; e di essersi presentato, poi, l’8 marzo del 2023 fuori dal suo luogo di lavoro insieme ad un altro uomo, con l’evidente intento di intimidirla.
Il giudice ha deciso invece di non dover procedere per tutte le altre accuse. In particolare, le minacce, anche di morte e pure brandendo un coltello, così come i diversi episodi in cui l’avrebbe picchiata con calci, pugni, schiaffi, tanto che la donna aveva anche chiamato i carabinieri in più di un’occasione, non sono punibili perché avvenuti dal 2007 al 2017, e il termine di prescrizione per le ipotesi di reato di minacce e lesioni è di sei anni. Se, invece, il giudice avesse ritenuto di proseguire con le accuse iniziali, quelle di maltrattamenti familiari, i termini di prescrizione sarebbero stati più lunghi, 14 anni. Infine, per altri tre episodi è stata la moglie a ritirare la querela.
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