
Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 14 Febbraio 2025
La lecchese Sara Bonfanti racconta a Sondrio la sua impresa: in sette mesi ha attraversato a piedi l’Italia
Sondrio
Dagli Appennini alle…Alpi. Anzi, dalle Alpi agli Appennini. È questo il viaggio in solitaria della sorprendente camminatrice dalla tempra d’acciaio Sara Bonfanti che in 7 mesi ha percorso tutti i 7.200 km del Sentiero Italia Cai. E proprio il Cai con la “Fondazione Bombardieri” di Sondrio, nell’ambito de “La Sfinge Alpina” intende celebrare la sua impresa al Cinema Excelsior il prossimo 21 febbraio alle 20,45. Folgorata dalla bellezza del Sicai (Sentiero Italia Cai) all’alba del suo 40° anno, Bonfanti ha deciso di festeggiare il suo compleanno sguinzagliandosi lungo i sentieri di Muggia per raggiungere dopo estenuanti ma meravigliosi scenari montani Santa Caterina di Gallura.
Quasi un viaggio nel tempo iniziato il 17 maggio e compiuto il 17 dicembre. E poi dicono che il 17 porta male! Avrà forse consumato i suoi scarponi ma non certo la sua indistruttibile voglia di arrivare fino in fondo, fermandosi solo il necessario per riprendere poi il cammino con nuova lena. Un itinerario a tappe forzate, il suo, tra le meravigliose bellezze italiche, che è diventato quasi un viaggio interiore misurandosi con la sua resistenza, la sua resilienza, la sua straordinaria voglia di sfidarsi in un agone insanabile contro i propri limiti. Dalla danza, come ballerina e maestra provetta, via ogni fronzolo o inutile orpello estetico e qualsiasi trucco da versatile artista di rango, approda all’alpinismo, all’aspra montagna – in un percorso a ritroso alla Billy Elliot – cimentandosi finanche nella roccia e avventurandosi lungo le ripide coste del Monte Bianco. “Galeotta” una benefica serata di pioggia sull’appennino Tosco-Emiliano che l’aveva spinta lungo il Sentiero Italia che con la magnificenza dei suoi mirabili paesaggi l’aveva stregata. Ed è lì che nasce la sua determinata decisione: lo avrebbe percorso interamente, 40 Km al giorno, senza mai arrendersi. Un viaggio dunque nella natura ma che si è fatto talvolta anche occasione d’incontro trovando il sostegno della gente ammirata dal suo straordinario proposito.
Dopo il Cammino di Santiago, la Via Francigena, il Tour del Monte Rosa, se ne sarebbe andata a spasso lungo l’intera nervatura ossea montana del Sicai tutta da vivere in un approccio diretto e affascinante. Al Cinema Excelsior la lecchese Bonfanti, classe ’82, si racconterà come “escursionista” che ha concluso i suoi ultimi 600 km nel “continente sardo” da Castiadas, Sarrabus Gerrei, falesie d’Ogliastra, costoni Gennargentu e punta Lamarmora al Supramonte tra Orgosolo, Dorgali, Oliena, Tiscali lambendo Gorroppu, Montalbo, tra umili casupole di caprai e pastori, abbarbicata all’orografia selvaggia graffiata dal vento della Gallura. Tutto per riempirsi gli occhi di un incanto antico e immutabile nel tempo. È questa Sara Bonfanti che incarna perfettamente il detto canterino della ditta Petrolini-Manfredi “basta ’a salute e un par de scarpe nove, e poi gira’ tutto er monno”.
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