
Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 04 Marzo 2025
Inizia la Quaresima, il messaggio del vescovo Cantoni: «Camminiamo insieme»
Sondrio
«Con l’antico e significativo rito dell’imposizione delle ceneri» entriamo nella Quaresima, «un cammino di vera conversione che ci condurrà a celebrare, rinnovati nella mente e nel cuore, la Pasqua del Signore».
Con queste parole il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, presenta ai fedeli della diocesi il tempo di quaranta giorni che da domani permetterà ai credenti di prepararsi alla Pasqua. E ricorda che «la conversione non è solo intesa come un passaggio dalla incredulità alla fede, ma anche come una trasformazione della vita, una continua, ulteriore evoluzione, alla quale ci chiama incessantemente Gesù di Nazareth».
Ricordando papa Francesco, ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, il cardinale Cantoni ne riprende le parole del messaggio per la Quaresima, ricordando che lo stesso Pontefice invita a vivere questo tempo «come un vero e proprio pellegrinaggio di fede e speranza», attraverso tre inviti. Il primo è quello di «camminare», perché «la Quaresima è un cammino di conversione, ispirato all’Esodo biblico». E «la condizione dei migranti di oggi è una occasione favorevole che ci richiama immediatamente tutti a riflettere sul proprio percorso spirituale».
Bisogna poi «camminare insieme». La Chiesa, infatti, «è chiamata alla sinodalità, cioè a un percorso condiviso di fede e ascolto reciproco». E negli «organismi di partecipazione, a livello parrocchiale, vicariale e diocesano», trova «l’espressione di un cammino ecclesiale che ha riconsegnato cittadinanza e dignità ecclesiale a tutti i battezzati come membri attivi e responsabili della missione della Chiesa». In questo senso - ricorda il vescovo Oscar recependo le parole del Papa -, «è importante, però, evitare chiusure egoistiche, promuovendo unità e accoglienza nelle comunità cristiane, procedendo fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso!».
L’ultimo invito è quello a «camminare nella speranza di una promessa», perché «la speranza cristiana si fonda sulla certezza della vittoria di Cristo sulla morte». E i cedenti sono invitati a fidarsi di Dio, «a vivere la speranza nella salvezza» e a impegnarsi «per la giustizia e la fraternità. Ci è data la possibilità di crescere nella conoscenza e nella stima gli uni degli altri, di permettere di imparare gli uni dagli altri e di superare forme di pregiudizio e di precomprensione degli uni sugli altri. Il Papa conclude il suo messaggio chiedendoci se abbiamo la convinzione che Dio perdona sempre i nostri peccati, se aspiriamo veramente alla salvezza cristiana e se invochiamo l’aiuto di Dio per accoglierla».
Infine, il vescovo Oscar ricorda che «il cammino della santificazione non si ferma mai ed è esigente, perché richiede un itinerario fondato anche sulla rinuncia. Si tratta di impegnarsi in un lavorio continuo su noi stessi», perché «cresce solo chi accetta di farsi piccolo, chi lascia indietro il proprio orgoglio, il culto di sé, la presunzione che tutto dipenda da lui. È un cammino impegnativo, ma possibile con l’aiuto del Signore, e anche gioioso!». Un percorso «non facile», nel quale però «possiamo usufruire di quei “compagni di viaggio” che ci permettono di camminare e procedere nella vita secondo lo Spirito: la preghiera, l’elemosina, il digiuno». Per «riconquistare la fiducia in Dio, in noi stessi, negli altri, tale da divenire capaci di generare nuove e autentiche relazioni, che sono il primo, positivo segno della Pasqua di Cristo, che agisce efficacemente in noi».
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