Ingegneria informatica a Sondrio, anche la Provincia dice sì

Sondrio

Corso di Ingegneria informatica a Sondrio, anche il consiglio provinciale dice sì. Dopo il via libera del Comune, sulla convenzione con il Politecnico di Milano arriva anche l’ok del terzo soggetto coinvolto, ovvero palazzo Muzio.

Ieri i consiglieri provinciali riuniti nella sala degli encausti – tutti presenti - hanno approvato lo schema di accordo che sancisce di fatto l’avvio del nuovo corso di laurea. Un voto favorevole all’unanimità, a dispetto di quanto accaduto a palazzo pretorio dove si era registrata l’astensione di tre membri della minoranza.

«La proposta di istituire questo corso di laurea – ha introdotto l’argomento il presidente della Provincia, Davide Menegola – è maturata in Comune a Sondrio per iniziativa principalmente del sindaco Marco Scaramellini e quando ci è stata sottoposta l’abbiamo condivisa con favore. Ci sembra un’importante opportunità offerta al territorio per avvicinare le università e favorire la loro frequenza anche da parte di chi, per le più svariate ragioni, ha difficoltà a spostarsi. Una cosa da condividere e dunque volentieri proponiamo questa iniziativa».

La Provincia ha un ruolo importante: proprio palazzo Muzio ha assicurato le risorse necessarie, quantificate intanto in 60mila euro, attraverso i fondi dell’Aqst, per concretizzare la proposta.

Mettendo a disposizione anche la sede: l’aula multimediale dell’Apf Valtellina di via Besta, dotata di 160 posti con anche la presenza di laboratori e la possibilità di attivare servizi mensa e bar per studenti e docenti, dove sarà svolta anche l’attività di tutoraggio.

Le lezioni online del corso sono previste in modalità ibrida ovvero in presenza e da remoto ovvero registrate e disponibili online, fruibili in modo asincrono in base alle esigenze dello studente.

Prima del voto a palazzo Muzio c’è stato il solo intervento di Roberta Songini, che è anche consigliere comunale e che in aula ha ribadito anche alcune delle perplessità manifestate nel parlamentino sondriese. «La proposta è interessante e per questo l’abbiamo votata anche in consiglio comunale – ha premesso -. Offrire la possibilità agli studenti di questa provincia di seguire un corso di laurea senza costi di trasferimento è importante, ma arriviamo a questa offerta (ingegneria informatica) perché il Politecnico questo ha. Non è stata fatta cioè alcuna indagine tra studenti valtellinesi per capire quale sia l’interesse reale. Il Politecnico avvia il percorso senza porre limiti, ma è disposto a mantenerlo con un minimo di 15 iscritti il primo anno e 20 dal secondo. Da una rapida conta sul bacino di utenza, calcolando 557 studenti universitari, significa che almeno il 3,5% dovrebbe iscriversi a questo corso». Non solo. Le perplessità espresse riguardano la mancanza della documentazione relativa al regolamento del corso e all’ordinamento didattico «che chiariscono i diritti e i doveri degli studenti».

«I dubbi sono legittimi e ci sono ogni volta che c’è qualcosa di nuovo - ha risposto Menegola -. Cercheremo di chiarirli. E speriamo che questa sia il preludio per altre esperienze simili».

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