Indice di criminalità: a Lecco molte rapine e reati violenti. Sondrio fra le città più sicure della regione

In Lombardia, la criminalità tende a concentrarsi soprattutto nei principali centri urbani, ma anche le province più piccole, come Lecco e Sondrio, offrono spunti interessanti quando si analizzano i dati nel dettaglio. È quanto emerge dallo studio “Sicurezza in Lombardia”, curato da Polis Lombardia in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentato alla commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale.

Per comprendere meglio la distribuzione e la natura dei reati, lo studio si avvale di due indicatori principali: l’indice di criminalità appropriativa, che si riferisce a reati legati all’appropriazione indebita di beni, come furti, scippi o borseggi, e l’indice di criminalità violenta, che considera reati quali rapine, aggressioni, violenze sessuali e omicidi. Questi indici esprimono il numero di reati ogni mille abitanti e permettono quindi un confronto oggettivo tra territori di dimensioni diverse.

Nel 2023, il capoluogo di Lecco ha fatto registrare un indice di criminalità violenta pari a 33,69, uno dei più alti della regione. Il dato cala sensibilmente nel resto della provincia, dove si attesta a 10,93, segnalando una netta concentrazione dei fenomeni più gravi nell’area urbana. Anche per i reati contro il patrimonio, sebbene Lecco non raggiunga i livelli di Milano, la situazione nel capoluogo è più critica rispetto alla provincia, che rimane su valori decisamente più contenuti.

Sondrio, invece, si conferma come una delle realtà più tranquille dell’intera Lombardia. La città presenta il valore più basso per quanto riguarda l’indice di criminalità appropriativa, con un dato di 5,54. Anche la provincia mantiene un profilo basso, con un indice di criminalità violenta pari a 10,05, segno di una realtà territoriale dove l’incidenza dei reati rimane sotto controllo.

Il rapporto sottolinea inoltre una dinamica generale da non sottovalutare: dopo anni di progressivo calo dei reati, culminati nel minimo storico raggiunto nel 2020 durante il periodo delle restrizioni da pandemia, si assiste dal 2021 a un’inversione di tendenza. Il ritorno alla normalità ha coinciso con una nuova crescita dei tassi di criminalità, probabilmente legata alla ripresa delle attività economiche e sociali.

In questo contesto, la sicurezza urbana diventa una priorità anche nei territori tradizionalmente considerati più sicuri. Lo ha sottolineato anche Matteo Forte, presidente della Commissione Affari Istituzionali, ricordando che la Regione Lombardia ha stanziato, dal 2022, undici milioni di euro per potenziare gli strumenti in dotazione alla polizia locale, come droni e bodycam, essenziali per il contrasto di quei reati definiti “minori” che però incidono fortemente sulla qualità della vita e sul tessuto economico locale.

Il confronto tra Lecco e Sondrio mostra dunque due situazioni molto diverse, ma ugualmente significative. Da un lato, un capoluogo che registra livelli di criminalità superiori alla media della propria provincia e che richiede attenzione mirata. Dall’altro, una realtà che conferma la sua vocazione alla tranquillità, ma che proprio per questo deve continuare a essere monitorata per preservare il proprio equilibrio. In entrambi i casi, la lettura puntuale dei dati è uno strumento indispensabile per progettare interventi efficaci e mirati.

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