Da Chiesa alle pagine di Repubblica lo scatto dell’edicolante Agostini

Chiesa in Valmalenco

È felice Francesco Agostini, titolare dal 1996 dell’edicola “Bazar cafè” di Chiesa in Valmalenco, sia di aver partecipato al concorso indetto da “La Repubblica” sul manifesto di Ventotene, sia di aver visto pubblicata la foto da lui scattata in copertina dell’articolo online del quotidiano in cui si dava conto dell’iniziativa di sensibilizzazione sul tema dell’Europa oggi. «Mi ritengo piuttosto apartitico, in questa fase in particolare - spiega Agostini -, però, resta il fatto che il manifesto di Ventotene rappresenta una pietra miliare per la costruzione europea. É stato scritto nel 1941 da politici di alto profilo in esilio nell’isola di Ventotene quali Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, lì nell’isola insieme anche a Sandro Pertini, ed il documento ha gettato le basi dell’Europa, prima embrionale, poi sempre più vasta come la conosciamo oggi. Ricordare questo passaggio, come ha voluto fare Michele Serra e La Repubblica coinvolgendo anche le piccole edicole, è importante e dato che mi è sempre piaciuto fotografare ho voluto provare a fare una foto, in semplicità, ed inviarla a La Repubblica». Agostini ha posizionato il libro in distribuzione sabato con La Repubblica su un tavolo del Bazar cafè, posto di fronte alla vetrina nella quale ha posizionato da tempo una Lambretta del 1962 «a voler simboleggiare l’Europa che parte, o riparte», dice. La foto è piaciuta alla redazione, è stata fra le 40 selezionate in tutta Italia ed è stata collocata in copertina dell’articolo online con riportato sotto il nome dell’edicola e della località per cui Chiesa in Valmalenco è circolata alla grande. «Mi ha fatto molto piacere - chiosa Agostini -. La mia è un’edicola storica, di famiglia, aperta nel 1937 da mia nonna Argia Piazzola, poi rilevata da mia zia Silvana Piazzola, quindi, nel ’96, sono subentrato io. Tutti i giorni, qui, al Bazar cafè a distribuire i giornali. Non è facile, è un sacrificio, anche se mi piace, per cui questi piccoli riconoscimenti fanno bene al nostro morale, alla professione».

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