
Chiuro
É una casa di riposo che si rinnova, all’avanguardia e che vuole stare al passo coi tempi quella della “Madonna della neve” a Chiuro. Rsa, che in un prossimo futuro, complice l’ingente intervento di restyling in corso, potrà disporre anche di mini alloggi. Una novità, che si tradurrà in aumento di posti, dagli attuali 60 a 85.
«In fondo è un sogno, che si sta avverando - premette prima di raccontare la genesi del progetto il presidente della Fondazione Casimiro Maule - e che arricchirà la nostra casa di riposo, rendendola ancora più accogliente, sicura, confortevole e funzionale». Con anche un “tocco” green, con l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura rimessa a nuovo.
«È fondamentale, per le persone anziane e per le loro famiglie - sottolinea Maule -, trovare strutture adeguate, che rispondano alle loro richieste ed esigenze».
Iniziati nel settembre 2024, sono di adeguamento sismico e di effecientamento energetico i lavori della prima tranche, che termineranno entro dicembre. Interessano l’edificio esistente, «che si articola in due tronchi a “L”, dove si trovano tre nuclei per un totale di 60 ospiti». La struttura, realizzata a metà degli anni ‘90, spiega il presidente della Fondazione, «necessitava di un progetto di ristrutturazione - a redigerlo Lorenzo Murgolo, architetto e pianificatore territoriale - sia interno che esterno». A questo primo lotto, ne seguirà un altro sull’edificio adiacente, che fu costruito nel 1974, «ma ormai obsoleto e inutilizzabile», fatta eccezione per la camera mortuaria. «Si è deciso di ristrutturarlo, creando una seconda struttura, sempre di proprietà della Fondazione, in cui ci saranno oltre a nuove camere anche mini alloggi».
Un processo non semplice, «lungo e anche oneroso - ammette Maule -, ma senza dubbio qualificante e necessario, che serve al paese». «Abbiamo fatto un rilievo molto importante, per individuare le carenze che aveva la struttura. Dopodiché si è arrivati al progetto, che ci permetterà - prosegue Murgolo - di adeguarsi e stare al passo coi tempi», rispondendo alle normative in vigore anche dal punto di vista sismico e statico. Tutto l’edificio sarà dotato di cappotto termico, «saranno rifatte le coperture, che diventeranno piane, sulle quali sarà installato un impianto fotovoltaico. Si sostituiranno tutti i serramenti, si realizzerà sia un nuovo impianto termico che elettrico». All’interno si andranno a razionalizzare gli spazi, tra cui camere e bagni, il riscaldamento sarà a pavimento, nuovi i rivestimenti, così come porte interne ed esterne. È di sei milioni di euro e 600mila euro l’ammontare dei lavori del primo lotto, di cui 600mila a carico della Fondazione, gli altri parzialmente finanziati grazie ai contributi statali (sisma bonus, ecobonus, super bonus 110) e col sostegno della Banca Popolare di Sondrio. Così come un milione di euro circa del secondo lotto, il cui investimento totale previsto è di 5 milioni di euro. «Nell’edificio adiacente - prosegue Murgolo -, entro dicembre, si costruirà la nuova camera mortuaria». Poi si procederà con la creazione nell’interrato «di nuovi magazzini, spogliatoi per dipendenti, locali per i rifiuti e gli impianti. Al piano terra sarà realizzata una cucina, un ampio salone (e la camera mortuaria); il primo e secondo piano saranno riservati a sei alloggi protetti e a otto camere doppie».
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