Cento studenti di Bormio in tribunale
per essere pm, avvocati, giudici,
imputati e testimoni per un giorno

Sondrio

Hanno indossato la toga per un giorno, si sono messi nei panni dei pubblici ministeri, degli avvocati, dei giudici, ma anche di imputati e testimoni per comprendere da vicino come funziona un processo penale. Cento studenti delle classi quinte dell’Istituto Alberti di Bormio, di tutti gli indirizzi scolastici, hanno preso parte venerdì mattina all’interessante progetto promosso dalla Commissione pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Sondrio. Grazie alla collaborazione del presidente facente funzioni del tribunale, Antonio De Rosa, e della Procura, nella persona del sostituto procuratore Stefano Latorre, i ragazzi hanno potuto calarsi davvero nella parte e capire il funzionamento di Palazzo di giustizia e del procedimento penale.

«Abbiamo simulato un processo per maltrattamenti familiari - spiega l’avvocato Manuela Mauro, presidente della Commissione, al lavoro venerdì insieme ai colleghi Cristina Bordoni, Gianmaria Moiola e Gabriele Redaelli - e gli studenti, che erano stati preparati dagli insegnanti nei giorni precedenti e affiancati da noi, sono diventati pubblico ministero, avvocato di difesa e di parte civile, e pure giudice. Alcuni di loro hanno invece interpretato il ruolo dell’imputato e dei testimoni, uno studente è diventato il carabiniere intervenuto nella casa dei maltrattamenti, un altro il vicino di casa, una ragazza si è messa nei panni della figlia dell’imputato e della presunta vittima».

I ragazzi hanno quindi condotto le audizioni dei testimoni, tenuto la requisitoria e l’arringa difensiva, giustificando le richieste di condanna e assoluzione; poi hanno formulato la sentenza. «Ho fatto i miei complimenti agli insegnanti dell’Istituto Alberti, che hanno preparato al meglio i ragazzi - prosegue l’avvocato Mauro -. E ovviamente agli studenti, si sono calati nella parte e impegnati molto, dimostrando interesse e voglia di scoprire come funziona questo “mondo” che loro non avevano mai visto così da vicino. E qualcuno di loro è sembrato anche interessato ad un futuro percorso scolastico in ambito legale».

Oltre al processo simulato, i cento studenti hanno anche potuto assistere ad un vero processo per danneggiamento e lesioni che si è svolto nella mattinata nell’aula Guadagnino, davanti al giudice Giulia Estorelli. Non solo: il sostituto procuratore Stefano Latorre li ha accompagnati nelle aule delle intercettazioni, illustrando loro anche come funziona questa particolare attività di polizia giudiziaria. Un momento è stato anche dedicato a parlare di violenza di genere, del consenso in ambito sessuale, e l’avvocato Manuela Mauro ha parlato loro della recente condanna all’ergastolo inflitta a Filippo Turetta, che poco più di un anno fa ha ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin.

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