
(Foto di Gianatti)
Sondrio
Ottava udienza preliminare sul “fascicolo Molinari”, il procedimento che coinvolge il mondo della scuola provinciale e che vede l’ex provveditore agli studi di Sondrio imputato numero uno. Con lui altre 32 persone, fra cui cinque presidi all’epoca dei fatti, attualmente o in pensione o sospesi in attesa della definizione del procedimento giudiziario.
Un’udienza lampo quella di questa mattina, in cui la psichiatra e criminologa Rossana Botti, del Tribunale di Seregno, ha accettato la nomina a perito effettuata dal giudice Fabio Giorgi, nella scorsa udienza del 7 marzo.
Sarà lei a condurre la perizia psichiatrica su Fabio Molinari, chiesta e ottenuta dalla difesa di quest’ultimo, rappresentata dall’avvocato Stefano Di Pasquale «sulla base di ampia e annosa documentazione presentata», aveva detto il legale in sede di formulazione della richiesta al giudice.
Rossana Botti ha chiesto tre mesi di tempo per condurre la perizia, cui seguiranno altri 30 giorni per le controdeduzioni, dopodiché si ritornerà in aula per esaminare l’approfondimento tecnico effettuato. La nona udienza preliminare è stata fissata per il 19 settembre prossimo, alle 10.
«Per parte nostra, come annunciato già la volta scorsa, abbiamo incaricato un consulente di parte individuato nella persona del dottor Mario Ballantini, per 15 anni primario di Psichiatria all’ospedale di Sondrio», dice Di Pasquale, ed analoga nomina è stata effettuata dall’unica parte civile presentatasi e ammessa al procedimento, quella di Cristina Paravicini, di Morbegno, all’epoca dei fatti impiegata amministrativa al comprensivo Damiani 2 della città del Bitto.
«Abbiamo indicato come nostro consulente il dottor Maurizio Robustelli Della Cuna - dice Valeria Morales Sosa, avvocato di parte civile - che parteciperà all’attività peritale insieme al perito del Tribunale e al consulente della difesa. L’attività peritale partirà il 7 aprile e da quella data si computa anche il termine indicato in tre mesi per la sua esecuzione. Successivamente il perito del tribunale esaminerà anche Fabio Molinari e potranno presenziare, in quella sede, anche i nostri consulenti».
Si tratta di capire se, effettivamente, l’imputato numero uno sia affetto da disturbi psichiatrici, della personalità, come quello narcisistico, se, in particolare, ne fosse vittima all’epoca cui si riferiscono i fatti contestati e se e quanto questo vizio di mente possa incidere sugli stessi. Ricordiamo che il fascicolo è ponderoso. Pagine e pagine con 168 capi di imputazione, 32 imputati, 108 parti offese, con il peculato, la concussione, la turbata libertà degli incanti, l’induzione indebita, il dare o promettere utilità, quali ipotesi di reato formulate.
Due le richieste di patteggiamento, formulate dalle difese di due giovani della bergamasca e del bresciano, cinque quelle di rito abbreviato, di cui due formulate dalle difese dei presidi Maria Rita Carmenini, in servizio all’epoca dei fatti al Damiani 2 di Morbegno, oggi sospesa da incarichi dirigenziali nel mondo della scuola, e Maria Pia Mollura, all’epoca preside dell’istituto Paesi orobici e oggi in pensione. Gli altri tre presidi coinvolti non hanno fatto richieste di riti alternativi, per cui, per loro, ovvero Bruno Spechenhauser, in servizio all’epoca all’Alberti di Bormio, Raimondo Antonazzo, in servizio, sempre a suo tempo, al comprensivo di Ponte in Valtellina, e Michele Muggeo, operativo all’Ipia e oggi in pensione, il procedimento prosegue per via ordinaria.
Ben 17, infine, le richieste di messa alla prova, anche queste tutte accettate dal giudice che emetterà un’ordinanza ad hoc, ammissiva, in separata sede.
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