
Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 20 Febbraio 2025
Tragedia della zip line, la relazione depositata in Procura: «Gravi violazioni, sia tecniche che gestionali»
Bema
La relazione tecnica è lapidaria: «Irregolarità sistematiche e gravi violazioni, sia tecniche che gestionali»: Così concludono gli ingegneri Paolo Pennacchi e Marco Leati, nominati dal procuratore di Sondrio Piero Basilone e dal sostituto Daniele Carli Ballola per far luce sulla tragedia costata la vita a Ghizlane Moutahir, 41enne marocchina di Oliveto Lario (Lecco) precipitata nel vuoto a pochi metri dai familiari mentre provava l’esperienza della Fly Emotion, l’impianto che offriva il volo sospesi sopra la valle del Bitto, tra i comuni di Albaredo San Marco e Bema.
La relazione di consulenza tecnica è stata depositata nei giorni scorsi nell’ufficio degli inquirenti, che per la tragedia del 5 maggio 2024 ha messo sotto inchiesta l’amministratore delegato della società Fly Emotion, Matteo Sanguineti, il direttore dello stabilimento e tre dipendenti: due addetti all’imbracatura, e il terzo che ha dato il via libera alla partenza dopo l’ultimo vaglio di sicurezza. L’atto nelle mani dei pm è molto netto nelle censure sotto tutti i profili dell’inchiesta. Vengono evidenziate carenze documentali e di sicurezza sulle attrezzature che ricadono, secondo gli esperti, anche in capo all’azienda fornitrice, un colosso nel campo degli equipaggiamenti per la montagna. E ancora si parla di «formazione del personale gravemente carente. Vengono ricostruite le ultime fasi prima del lancio di Ghizlane Moutahir, caratterizzato da «negligenza tecnica e organizzativa». Dalle immagini dei filmati infatti emerge come l’imbragatura della donna non fosse correttamente sistemata, in particolare i cosciali, la parte dell’imbrago destinata alle gambe, che avrebbe dovuto garantire la posizione orizzontali. Questi «non erano ben posizionati, in certe riprese erano assenti o non visibili», e invece avrebbero dovuto saldamente avvolgere le cosce della donna.
Sul fronte dei permessi, inoltre, l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, firmata 13 anni fa dal comune di Albaredo San Marco, sarebbe stata concessa «senza la preventiva verifica del parere della Commissione provinciale di vigilanza del pubblico spettacolo, richiesta dalla legge. E anche in questo caso la «documentazione esaminata» non proverebbe l’esistenza di un’autorizzazione valida, e questo perché il criterio di «ridotta capienza dell’attrazione» presentato in sede di richiesta dell’autorizzazione stessa, «non è previsto da alcuna normativa applicabile». Il comune di Albaredo San Marco, concludono gli esperti, non avrebbe dovuto concedere il nulla osta all’esercizio del Fly emotion. A proposito dell’ente pubblico, i consulenti della procura parlano di atteggiamento «eccessivamente passivo e condiscendente da parte dell’amministrazione comunale di Albaredo che si è limitata ad acquisire acriticamente la documentazione fornita dall’ingegner Sanguinetti, senza dimostrare alcuna volontà di approfondimento o analisi critica».
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