Protestano gli agricoltori: presidio a Talamona e sabato la marcia verso Sondrio

«Abbiamo protestato a lungo un anno fa, con presidi allestiti in tutta Italia e marce di trattori sulle principali città, e non abbiamo ottenuto niente. Solo promesse non mantenute. Per cui eccoci qui, di nuovo, a protestare per essere rispettati per il lavoro che facciamo»

Talamona

Tornano a protestare gli agricoltori di casa nostra. E lo fanno tramite un presidio di trattori allestito mercoledì a Talamona, nei pressi della rotonda del Tartano, che rimarrà attivo almeno fino a domenica con marcia su Sondrio prevista per sabato pomeriggio.

«Abbiamo protestato a lungo un anno fa, con presidi allestiti in tutta Italia e marce di trattori sulle principali città, e non abbiamo ottenuto niente - dice Marco Digonzelli, agricoltore di Colico e leader del movimento dei trattori della provincia di Sondrio e dell’Alto Lario che si riconosce nella sigla “Agricoltori italiani” -. Solo promesse non mantenute. Peggio, sono stati adottati provvedimenti che vanno in tutt’altra direzione rispetto alle nostre richieste. Per cui eccoci qui, di nuovo, a protestare per essere rispettati per il lavoro che facciamo. E il rispetto passa per una strada sola, per il riconoscimento del giusto prezzo per i nostri prodotti. Non c’è altro da fare. Non vogliamo contributi. Non vogliamo assistenzialismo. Vogliamo vivere del reddito che produciamo, ma ci si deve dare la possibilità di farlo. Altrimenti di che aziende parliamo? Che soddisfazioni si possono avere in questo modo? Nessuna. Infatti tanti chiudono i battenti».

Ha un diavolo per capello Digonzelli che segue questa partita, quotidianamente, dallo scorso anno, ma che è sul pezzo da ben prima. «Dopo tutto il fare e disfare dello scorso anno e quanto ci hanno promesso anche in merito all’introduzione di prodotti di base che arrivano dall’estero ecco che, da fine gennaio, dovremo fare i conti anche con la farina dei grilli - insiste Digonzelli -, per non dire del divieto di spargere liquami nei prati nei mesi di dicembre e gennaio e dell’introduzione di un fantomatico registro di campagna informatizzato. Ce n’è una tutti i giorni. Tutti pronti ad introdurre normative, salvo darci la possibilità di reggere sul mercato, di stare in piedi, a quello non pensa nessuno. Invece è la base, senza la remuneratività non c’è regola che tenga».

Bocciato anche l’apporto delle parti sindacali, ritenuto del tutto inadeguato. «Se sorgono questi movimenti spontanei è perché l’azione dei sindacati di categoria è, per noi, inconsistente - dice Digonzelli -. Del tutto inadeguata e vocata all’attività burocratica. Compilazione di pratiche e niente più. I reali interessi della categoria restano non tutelati».

Oggi, al Tartano, c’erano una decina di trattori, ci saranno anche domani, poi, dopodomani cresceranno di numero. «Ne sono attesi parecchi - dice Digonzelli -, perché sabato pomeriggio partiremo in corteo con i trattori verso Sondrio, come fatto nel febbraio dello scorso anno. Saliremo dalla Pedemontana orobica ed entreremo nel capoluogo da Albosaggia. Transiteremo nelle vie centrali in base a quanto concordato con la Questura, che ha autorizzato l’iniziativa, poi torneremo a Talamona dalla statale 38. Sempre un’iniziativa dimostrativa pacifica, anche se ferma. Domenica a mezzogiorno, poi, è atteso al presidio il presidente nazionale di “Agricoltori italiani”, proveniente da Brescia, e ci stiamo organizzando per preparare una pizzoccherata in suo onore».

Dopodiché si valuterà se proseguire e in che modo una protesta forte e che non accenna a diminuire di intensità.

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