Santa Maria Hoè revoca la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

La decisione sarà discussa nel prossimo consiglio comunale convocato per il 24 aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione, su proposta dell’Anpi territoriale

Santa Maria Hoè

Il Comune di Santa Maria Hoè revocherà la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini. La decisione sarà discussa nel prossimo consiglio comunale convocato per il 24 aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione, su proposta dell’Anpi territoriale.

A sollecitare la presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale della Valletta l’associazione nazionale partigiani, che ha effettuato un accesso agli atti rintracciando la delibera originale, datata 21 maggio 1924, con cui il consiglio comunale dell’epoca attribuì all’unanimità la cittadinanza onoraria al capo del governo.

«L’Anpi ci ha chiesto formalmente di revocarla – spiega il sindaco Efrem Brambilla – e, dopo avere fatto una riflessione sulla richiesta, ho deciso di portarla in aula per dare una risposta che è anche una presa di posizione chiara».

Il primo cittadino di Santa Maria Hoè sottolinea infatti che «noi condividiamo pienamente i valori dell’antifascismo e siamo contrari a ogni forma di autoritarismo e dittatura. Di conseguenza, la revoca di quella cittadinanza onoraria è un atto coerente».

Brambilla ricorda come la cittadinanza, quel giorno, venne concessa da moltissimi Comuni italiani, come gesto simbolico, nei confronti di Mussolini. Ma, sottolinea, «tra Mussolini e Santa Maria Hoè non c’è mai stato nessun legame. Anzi, Mussolini non è mai neppure passato da Santa Maria Hoè. Inoltre - aggiunge - nel 1928, il nostro Comune fu addirittura soppresso e insieme a Rovagnate andò a costituire il Comune di Santa Maria di Rovagnate. Solo qualche anno dopo la caduta del regime, nel 1953, il Comune fu ricostituito».

A testimonianza dell’antifascismo dei suoi concittadini, Brambilla cita pure un altro episodio emblematico. «Nel 1941, anche a Santa Maria Hoè, come in altri paesi, venne eretta una statua in ricordo di Bruno Mussolini, figlio di Mussolini, morto in un incidente aereo. Il giorno dopo la liberazione, i ragazzi di Santa Maria la distrussero».

Per Brambilla, in definitiva, la decisione che sarà ratificata tra poche settimane, «non è antistorica ma piuttosto l’epilogo della storia. Con la nostra scelta non cancelliamo la storia. La delibera del 1924 resta agli atti, ma ci sarà anche la nostra».

Insomma, secondo Santa Maria, Mussolini non meritava la cittadinanza e, a distanza di 101 anni, gliela leveranno.

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