Casargo, Pasquini: «Farò tutto il possibile per tenere aperto il Cfpa»

Il sindaco sostiene: «Bisogna trovare nuove strategie per aumentare il numero degli iscritti da un lato e un nuovo modello di gestione e governance dall’altro»

Casargo

La priorità che Antonio Pasquini ha è una sola: «Finché io sarò sindaco e consigliere provinciale farò tutto il possibile per tenere aperto il Cfpa come scuola didattica».

La crisi di iscrizioni è evidente ma non per questo ci si deve arrendere: «Per prima cosa perché la Provincia crede fortemente nella formazione professionale, non solo di Casargo, ma di tutti i centri, perché – afferma anche da delegato all’istruzione e formazione – è un metodo per ridurre il mismatch tra domanda e offerta del lavoro».

Ma non solo: «A tutti i livelli istituzionali, e lo dimostra il voto unanime del bilancio di Apaf, - continua Pasquini – credono al ruolo formativo e didattico del Cfpa. È evidente che i numeri, per questioni indipendenti dal nostro centro, sono in calo e che i nuovi corsi non hanno avuto i risultati che ci si aspettava. Il Cfpa dovrebbe avere un 20% in più di iscritti. Le cause sono il calo demografico ed il tipo di lavoro perché, nonostante l’aumento delle offerte nel settore turistico, per le nuove generazioni non è più appetibile questo tipo di percorso».

Lo scorso anno il nuovo corso per Casaro ha avuto sette iscritti, quest’anno uno solo ed oltretutto il nuovissimo profilo di “Operatore della promozione dell’accoglienza” strutturato sui temi del turismo e del marketing territoriale, non ha visto interesse.

«Bisogna trovare nuove strategie per aumentare il numero degli iscritti da un lato e un nuovo modello di gestione e governance dall’altro. - concorda Pasquini - Oggi si sta ragionando su progetti internazionali di formazione, cosa che potrebbe essere una soluzione. Importate però è tenere i conti in ordine e trovare strategie per recuperare quei trenta iscritti in più che garantirebbero la continuità. Anche gli accordi a cui accennava il presidente del Cda Francesco Maria Silverij potrebbero essere una strada».

Si tratta della possibilità di fondere il Cfpa con l’Apf Valtellina per la quale sono in corso interlocuzioni politiche tra le due amministrazione provinciali.

Il nodo da sciogliere è solo quello di garantire i numeri che il Centro di formazione professionale alberghiero deve avere per riuscire a restare in piedi dal punto di vista economico, anche per la sua speciale caratteristiche di scuola convittuale che ha costi diversi per le famiglie.

Pasquini comunque ribadisce il concetto: «Il mio sarà un impegno massimo per mantenere il polo formativo di Piazzo perché è una ricchezza per tutta la provincia. La direzione giusta è stata quella di evidenziare la situazione per cercare e trovare delle soluzioni».

In campo c’è anche un intervento di potenziamento, finanziato dalla Regione che prevede un investimento di 1,7 milioni di euro, 1,06 milioni quest’anno ed il resto nel 2026, che sono nel bilancio Comune che è l’attuatore degli appalti.

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