
Cronaca / Valsassina
Mercoledì 26 Marzo 2025
Componenti d’armi per Israele bloccati al porto di Ravenna, indagato 57enne di Introbio
Introbio
Tredici tonnellate di materiali metallici d’armamento sono stati sequestrati preventivamente al porto di Ravenna. Avrebbero di lì a poco preso il largo per raggiungere Israele, e più precisamente la società Imi System, operante nel campo della difesa, con la produzione di tecnologia militare prevalentemente riservate alle forze armate israeliane.
A risultare indagato per “trattativa non autorizzata per l’esportazione di materiale d’armamento” è un imprenditore lecchese, amministratore unico dell’azienda Valforge srl di Cortenova
Al porto “San Vitale” di Ravenna, lo scorso 4 febbraio, l’Agenzia delle Dogane aveva esaminato le oltre 13 tonnellate di pezzi metallici diretti a Israele, classificandoli come prodotti dei materiali d’armamento.
Il carico era composto da cilindri, manovelle e forgiati, componenti realizzati da due altre aziende della provincia di Varese e poi controllati dalla ditta lecchese. I materiali erano stati sottoposti a certificazione e avevano un numero di matricola individuale. Lo scorso 17 febbraio, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna, Janos Barlotti, ha tuttavia convalidato il sequestro. La produzione - per un valore di oltre 250mila euro - era stata infatti commissionata dalla Imi System ltd, società israeliana che produce di armi da fuoco, munizioni e altro equipaggiamento militare a supporto delle forze armate israeliane e non solo.
Come intermediaria, l’azienda lecchese avrebbe violato la regolamentazione relativa all’esportazione di armamenti, che prevede l’iscrizione al Registro nazionale delle imprese istituito presso il Ministero della Difesa e altre autorizzazioni mirate. L’avvocato lecchese Luca Perego, che rappresenta l’amministratore unico dell’azienda, ha però chiesto il riesame contro il sequestro preventivo della merce, ancora ferma al porto di Ravenna. No comment nel merito da parte del legale stesso, contattato telefonicamente nella giornata di ieri.
Martedì mattina, ad ogni modo, il collegio, formato dai giudici Cecilia Calandra, Piervittorio Farinella e Cristiano Coiro, ha esaminato la richiesta di Riesame presentata da Perego contro il decreto di convalida del sequestro preventivo della partita di pezzi metallici diretti a Israele. La decisione in materia è attesa nei prossimi giorni.
Per la difesa della società lecchese, la Valforge, specializzata in stampi metallici, avrebbe svolto solo un ruolo marginale, limitandosi alla certificazione dei pezzi che per la loro forma grezza non avrebbero consentito l’identificazione del loro probabile utilizzo come componenti di armi. Insomma, secondo l’azienda, ci sarebbe stato solo un controllo della merce - la cui funzione sarebbe stata “irriconoscibile”, da spedire a Ravenna e poi in Israele.
Da qui la mancanza delle autorizzazioni che ha fatto scattare il sequestro.
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