Truffa sui fondi pubblici in Trentino, indagato anche un 41enne di Annone

Annone Brianza

Per attestare (fittiziamente) di aver svolto il periodo di ’messa alla prova’, precedentemente chiesto e accordato dall’autorità giudiziaria, si era rivolto a una falsa associazione no profit, convenzionata con diversi tribunali italiani, che si occupava di certificare i lavori di pubblica utilità e, appunto, di messa alla prova di soggetti imputati in procedimenti penali. L’uomo – uno degli oltre 60 soggetti coinvolti in un’indagine condotta della Guardia di Finanza di Trento – è il 41enne Francesco Comune, residente ad Annone Brianza, che risulta indagato a piede libero, in un’inchiesta che ha portato a un fermo e a due arresti in flagranza per i presunti reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria ed emissione di fatture per operazioni inesistente.

Si tratta di un’inchiesta coordinata dalla procura distrettuale trentina, che ha portato anche a un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza per oltre 340mila euro, e a effettuare, con il supporto dei reparti territorialmente competenti delle Fiamme Gialle, complessivamente 66 perquisizioni nei confronti di ulteriori indagati ed imprese nelle province di Trento, Vicenza, Padova, Latina, Siracusa, Modena, Vercelli e, appunto, Lecco. Secondo quanto ricostruito, Francesco Comune si sarebbe rivolto all’associazione “A chiese aperte”, aperta dal trentino Michele Bragagna (uno degli indagati principali), da indicare come l’ente presso il quale svolgere il periodo di “messa alla prova” (un istituto alternativo che consente di sospendere il processo e arrivare all’estinzione del reato, in caso di esito positivo), nell’ambito di un procedimento penale del 2024 pendente davanti al gip di Monza. Secondo l’accusa, dietro pagamento di una somma di denaro (anche sotto forma di donazione volontaria), l’ente gestito da Bragagna (che in questo ruolo rivestiva la carica di pubblico ufficiale), attestava falsamente che le attività erano state svolte. Il reato ipotizzato nei confronti del 41enne di Annone è quello di “false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria”.

L’indagine ha portato a svelare anche una serie di presunti reati commessi ai danni della provincia di Trento per ottenere l’erogazione di fondi pubblici.

Al momento la truffa – che avrebbe coinvolto circa 15 aziende e 50 cittadini che si sono appoggiati alle associazioni no profit per motivi privati – ammonterebbe a 346mila euro. I finanzieri, però, stimano che il danno potenziale avrebbe potuto superare i 700mila euro.

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