Garbagnate Monastero: chiude per un mese la rampa della SS36

Garbagnate Monastero

Chiude per un mese al traffico la rampa di ingresso e di uscita della statale 36, all’altezza dello svincolo di Garbagnate Monastero. La limitazione della circolazione stradale - che interesserà la zona industriale, così come quella della farmacia e dell’hotel “San Martino” - avverrà nel periodo compreso tra le 10 del prossimo lunedì, 17 marzo, e le 16 del 14 aprile. Come riferisce il sindaco, Mauro Colombo «in tale periodo avverranno i lavori di spostamento dei sottoservizi da parte della società Lario Reti Holding. Queste opere sono collegate agli importanti, e molto attesi, interventi successivi, di sistemazione della regimazione idraulica dell’area. Infatti, conclusa questa prima fase di spostamento, Anas detterà i tempi per l’inizio del secondo step».

Com’è già stato preannunciato, tale intervento da parte di Anas ammonterà a un milione di euro e mirerà soprattutto all’attuazione di un progetto anti allagamento del sottopasso lungo la SS36; i lavori, in quel caso, dureranno 175 giorni, anche se tuttora non si sa con esattezza quando potranno iniziare: naturalmente, non è un’incognita di poco conto, ma la ragione è proprio lo spostamento dei tanti sottoservizi che si concentrano nell’area dove Anas dovrà eseguire le opere per allontanare le acque, come spiegato durante una conferenza stampa organizzata dal sindaco di Garbagnate con gli ingegneri Angelo Algieri (direttore dei lavori) e Marcello Buonamico.

Questi ultimi hanno già avuto modo di spiegare: «L’obiettivo è la sistemazione idrografica e il collettamento della roggia Morlana in attraversamento della 36, ma quel punto è interessato dal passaggio dei sottoservizi di Enel, gas, fibra ottica, acque bianche e nere: tutti interferiscono direttamente e vanno spostati in coordinamento tra i diversi enti gestori, ai quali - hanno reso noto Algieri e Buonamico - il progetto è stato già inviato. Sicuramente vanno coniugate molteplici esigenze e la situazione non è semplice, soprattutto perché vanno trovati siti alternativi compatibili con le prescrizioni tecniche secondo cui, per esempio, condutture del gas e linea elettrica devono essere mantenute a una certa distanza».

Definiti gli spostamenti dei vari tubi su fasce idonee, Anas potrà aprire il proprio cantiere: da parte di quest’ultima è stato già anche elaborato un piano per affrontare la seconda grossa criticità, cioè l’impatto sulla circolazione, ma quali limitazioni (di maggiore o minore impatto) dovranno essere imposte al traffico per circa sei mesi dipenderà in parte sempre dall’intrecciarsi e sovrapporsi dei cantieri. «Nell’ipotesi peggiore - ha già chiarito Anas - si dovrà chiudere la via Provinciale (pur mantenendo l’accesso carraio) all’altezza dell’attività commerciale - cioè proprio il complesso San Martino - e l’uscita dalla 36. L’ipotesi migliore è, invece, l’istituzione del senso unico alternato su via Provinciale regolamentato dal semaforo». In caso di chiusura, diventerà fondamentale per gli spostamenti lo svincolo di Molteno sud, per riprendere qui la 36 in entrambe le direzioni, ma attualmente proprio Molteno sta convivendo con la chiusura sine die del ponte di viale Consolini per rischio di crollo.

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