
Cronaca / Oggiono e Brianza
Giovedì 13 Febbraio 2025
Crollo del ponte di Annone, l’11 marzo l’udienza in Cassazione
Annone
Approda in Cassazione il tragico crollo del ponte di Annone sulla statale 36 avvenuto il 28 ottobre 2016. L’udienza del terzo grado di giudizio sarà l’11 marzo e riguarderà la posizione dell’ingegner Angelo Valsecchi che, all’ epoca dei fatti, era responsabile del settore Viabilità della Provincia di Lecco, e dell’ingegner Andrea Sesana, dipendente del medesimo ufficio. In primo grado - com’è noto - Valsecchi era stato condannato a tre anni e otto mesi, mentre Sesana a tre anni.
Inoltre, sempre nel processo di primo grado aveva subìto una condanna - a tre anni e sei mesi - il dirigente di Anas Giovanni Salvatore. Per tutti loro, la responsabilità era stata individuata relativamente alla sospensione del transito prima che il crollo avvenisse e, cioè, a seguito di alcune avvisaglie - distacco di calcinacci - segnalate da automobilisti in transito; il cedimento avvenne però (come risaputo) al passaggio di un autoarticolato della società Nicoli. Nel processo di primo grado, uscì subito assolta la Provincia di Bergamo, cioè la dirigente Silvia Garbelli, che qualche tempo prima aveva rilasciato proprio alla ditta Nicoli l’autorizzazione ai transiti sul viadotto.
La sentenza di primo grado fu parzialmente riscritta dalla Corte di Appello di Milano, che nell’aprile 2024 ha mandato notoriamente assolto il responsabile Anas; quanto all’ingegner Valsecchi, la condanna fu ridotta a un anno e otto mesi; per l’ingegner Sesana fu portata a un anno e quattro mesi, col beneficio della non menzione. Subito gli avvocati difensori dei due dipendenti della Provincia di Lecco (Edoardo Fumagalli, legale del Valsecchi e Stefano Pellizzari, del Sesana) avevano preannunciato la volontà di fare ricorso in Cassazione «per la complessità delle questioni giuridiche».
Ed ecco, infatti, che l’11 marzo prossimo la Corte sarà chiamata a esprimersi su una vicenda tanto drammatica quanto, appunto, controversa: il crollo costò la vita al civatese Claudio Bertini, 68 anni, insegnante di educazione fisica: direttore del centro sportivo “Pro Patria Milano”, nel pomeriggio del 28 ottobre 2016 stava rientrando, come ogni giorno, da Milano alla guida della propria Audi, finita schiacciata. Lasciò nel dolore la moglie, Augusta Brusadelli, e la figlia, Valeria.
La tragedia si era preannunciata fin dalle 13.30 e si compì alle 17.20. Fu alle 13.30, infatti, che il cantoniere dell’Anas Tindaro Sauta ricevette la segnalazione dei calcinacci che cadevano dal ponte di Annone. Oltre quattro ore dopo il viadotto cedette seppellendo l’Audi bianca, che divenne l’icona del dramma: il video, sui social, fu subito virale; impietoso, documentava il momento esatto in cui la berlina transitava verso Lecco e il viadotto si chiudeva fatalmente su di essa. Servì del tempo per escludere che ci fossero altri veicoli schiacciati, ma diversi furono incidentati, con feriti gravi; in particolare, per un paio d’ore si parlò di una moto, che qualcuno aveva visto procedere con direzione Milano, ma senza fuoriuscire da sotto il ponte.
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