
Cronaca / Merate e Casatese
Mercoledì 29 Gennaio 2025
Ragazzo morto in una gara clandestina:
indagato motociclista di Casatenovo
Casatenovo
A quello “sparo” fra motociclette, in cui morì un ragazzo di 16 anni, aveva partecipato anche lui, ragazzo residente a Casatenovo, oggi vent’enne. Era il 12 marzo 2023, e nella zona industriale di Biassono, in provincia di Monza, oltre un centinaio di persone si era trovato per un raduno non autorizzato di amanti della velolcità a due e quattro ruote. La tragedia, ripresa dai telefonini dei presenti e riproposta drammaticamente sul web, costò la vita al giovane Cristian Donzello, monzese. Dopo quasi due anni, la procura di Monza e quella dei minori hanno chiuso le indagini preliminari,indicando i reati di “organizzazione di gara clandestina”, e quello omicidio stradale per il solo automobilista contro cui andò a schiantarsi il sedicenne Donzello. Gli indagati, complessivamente, sono in 6, tutti brianzoli, uno della provincia di Lecco. Il più «anziano» compirà 23 anni la prossima estate, mentre due di loro, al momento del fatto, non erano ancora maggiorenni. Il ragazzo di Casatenovo, che nel periodo della tragedia aveva 18 anni, era uno dei tre lanciato a gran velocità in sella alla sua Husquwarna sul rettilineo di via Friuli con altri due giovanissimi in sella ai loro 125 (uno di loro era la vittima, che montava su un Tm Racing enduro).
Le indagini riguardano questi partecipanti, il ragazzo oggi 21enne che, secondo la procura, avrebbe materialmente «organizzato il raduno di motoamatori», i due giovani che hanno «elaborato la locandina inoltrandola in diversi social network e gruppi dedicati» e l’automobilista coinvolto nell’incidente. Gli inquirenti sostengono la violazione del codice della strada nella parte in cui punisce chi organizza e prende parte a «competizioni non autorizzate in velocità, con veicoli a motore». La norma, nel caso in cui dallo svolgimento della «competizione» derivi la morte di qualcuno, prevede pene da un minimo di 6 a un massimo i 12 anni di reclusione, che possono aumentare a 13, visto che la vittima (e un altro dei tre partecipanti) era minorenne. Nelle accuse della procura, viene anche indicata la circostanza di essersi dotati di «apparati di registrazione audio e video mobili», allo scopo di «riprendere le fasi salienti» della giornata, che non era la prima organizzata (senza autorizzazioni) in quella strada. La voce era stata diffusa attraverso canali social non aperti a tutti, vista la natura non ufficiale della manifestazione.
Dagli smartphone dei presenti erano arrivate le immagini circolate successivamente in Rete. Un filmato terribile, nel quale si vedeva Donzello e gli altri due che percorrono via Friuli spingendo al massimo sull’acceleratore. Il sedicenne era andato a impattare su una Volkswagen Polo, con al volante un giovane di Seregno che stava svoltando a sinistra per parcheggiare il proprio mezzo. Il giovane biker si era scontrato contro la fiancata laterale. Il suo corpo era stato sbalzato per metri. Inutili si erano rivelati i tentativi dei medici del Niguarda.
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