
Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 13 Febbraio 2025
Merate, la “tassa sul morto” continua a far discutere
Nessuna distinzione tra residenti e non residenti: 50 euro per ogni pratica
Merate
La “tassa sul morto” istituita a Merate continua a far discutere.
Anche e soprattutto perché, a differenza di quel che avviene ad Airuno, non ci sarà distinzione tra residenti e non residenti. Di conseguenza, agli uffici amministrativi del Comune di Merate, dovranno essere versati 50 euro per ogni pratica.
La “tassa del morto”, come è stata subito ribattezzata dai meratesi, sarà pagata dalle agenzie di pompe funebri, che chiaramente poi si rivarranno sui clienti.
«Per noi - commenta Claudio Mattavelli, dell’omonima azienda - non cambia nulla. È infatti evidente che allegheremo al conto per la famiglia del defunto questa ulteriore fattura. Evidentemente, a Merate hanno fiutato il business che altrove c’è già da un po’. Per esempio, si paga per queste pratiche a Lecco, dove per il trasporto della salma norma si versano 120 euro, che salgono a 200 per la cremazione, così come si paga ad Airuno e nel Monzese e Milanese».
Il sindaco Mattia Salvioni ha spiegato di essersi visto costretto a introdurre la tariffa perché «il numero dei morti residenti rispetto al totale è bassissimo dal momento che sul nostro territorio ci sono un ospedale e case di riposo».
Una spiegazione che avrebbe potuto portare a una distinzione tra residenti e non residenti (come avviene, per esempio, ad Airuno, dove c’è l’hospice, o dove per i morti non residenti da anni viene richiesto un contributo di 80 euro per spese amministrative). «Ho affrontato la questione con il funzionario che ha ritenuto non esistesse un profilo di legittimità per questa distinzione», precisa il sindaco, che quindi insieme alla giunta ha deciso di applicare la tariffa indiscriminatamente a tutti. «Lo abbiamo fatto dopo avere verificato quello che accade in altri Comuni come il nostro», aggiunge, riferendosi a Lecco, Calolziocorte e Vimercate
Massimo Panzeri, capogruppo di Prospettive per Merate, tornare nuovamente sull’argomento, lanciato un’altra stoccata all’amministrazione, che si sta distinguendo per i continui incrementi sulle tasse.
«Di fatto - afferma Panzeri - non essendoci una distinzione tra residenti e non residenti ma venendo applicata a tutti, questa si configura come una tassa in più. Tassa tanto più sgradevole perché sui defunti». Il capogruppo di minoranza sostiene inoltre di non comprendere il riferimento a ospedale e case di riposo. «Non capisco perché Salvioni parli di extra-lavoro dovuto ai morti negli ospedali o nelle case di riposo, che sul nostro territorio ci sono sempre stati. Se la giustificazione fosse questa, che cosa avremmo dovuto fare al tempo del Covid quando ci furono mesi in cui i decessi arrivarono a picchi di 300? Mai nessuno allora ha pensato di speculare sui morti a differenza di oggi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA