
Cronaca / Lecco città
Venerdì 12 Agosto 2016
Vigile indagato per sottrazione di minore
Adozione mascherata?Agente in servizio in un paese dell’hinterland e la moglie sotto inchiesta della Procura
Il bimbo sarebbe stato loro affidato dalla madre naturale, straniera con altri figli e impossibilitata a mantenerlo
Avrebbero fatto “passare” un neonato adottato all’estero per loro figlio. La donna è straniera, all’anagrafe avrebbero dichiarato che il bambino con il quale, alcuni mesi fa, sono rientrati in Italia era nato nel villaggio d’origine.
Non era vero niente, almeno stando alle risultanze di una delicata indagine portata a conclusione pochi giorni fa dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura cittadina su delega del sostituto procuratore della Repubblica Paolo Del Grosso.
Una gravidanza sospetta
Compariranno davanti al giudice delle indagini preliminari un vigile che vive e lavora in un Comune dell’hinterland lecchese e la moglie, indagati per l’ipotesi di reato di sottrazione di minore e false attestazioni a pubblico ufficiale.
All’Anagrafe del Comune di residenza, la coppia, sposata da anni e senza figli, aveva dichiarato che quel batuffolo dolcissimo rientrato con loro in aereo era loro figlio e così l’avevano registrato.
Cosa sia stato a dare il via alle indagini è solo ipotizzabile: parrebbe logico supporre che, non essendo stato un piano premeditato, almeno stando alle risultanze investigative, qualcuno abbia trovato strano che la donna avesse partorito un figlio senza aver dato segni di gravidanza nei mesi precedenti.
Il neonato, che ora avrebbe otto mesi, sarebbe in realtà figlio di una conoscente della donna, non in grado di far fronte, economicamente, al mantenimento dell’ennesimo bambino nel poverissimo villaggio d’origine.
Avrebbe così chiesto all’amica che vive in Italia di prendersene cura, da qui sarebbe nata l’idea di far passare il piccino come figlio della coppia che vive nel Lecchese.
Il Tribunale dei minorenni di Milano, ovviamente coinvolto nelle indagini, per il momento non ha ritenuto opportuno togliere il piccino a quelli che, per lui, sono mamma e papà fin dalla nascita.
Il Comune parte civile
Per il momento, appunto. Ma non per questo la vicenda non avrà conseguenze: indagati entrambi, marito e moglie, per sottrazione di minore e false dichiarazioni all’Anagrafe, l’uomo sarebbe infatti anche indagato per appropriazione indebita e falso, avendo percepito benefici economici illeciti avendo chiesto al Comune per il quale presta servizio il riconoscimento di permessi parentali che, viste le premesse investigative, non gli sarebbero spettati.
E proprio l’amministrazione comunale per la quale l’agente di Polizia locale presta servizio nei giorni scorsi si è rivolta a uno studio legale per la costituzione di parte civile nell’udienza preliminare che dovrebbe essere celebrata dopo l’estate, per tutelarsi a fronte dell’eventuale danno patrimoniale patìto in quanto sostituto d’imposta nell’erogazione di quanto previsto per i permessi parentali di cui il dipendente avrebbe goduto pur senza averne titolo.
Una storia, quella della presunta adozione internazionale irregolare e mascherata, destinata a far discutere parecchio l’opinione pubblica.
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