Tassa rifiuti: Lecco e Sondrio fra le meno care della Lombardia

Lecco

In Lombardia solo quattro capoluoghi di provincia hanno un livello di Tari più basso di Lecco. È quanto emerge dalla recente indagine realizzata dal sindacato Uil. Nel dettaglio, l’analisi è stata condotta prendendo in esame i valori medi relativi ad un nucleo composto da 4 componenti con un’abitazione di 80 mq.

Tra il 2023 e il 2024 la Tari a Lecco non ha subito variazioni e si è attestata a 252 euro. Tra i capoluoghi delle province confinanti solo Bergamo fa meglio con 217,75 euro, valore anche in questo caso stabile tra il 2023 e il 2024. Monza registra invece la diminuzione più ampia a livello regionale, passando dai 327,14 euro del 2023 ai 292,21 euro del 2024. Molto meno marcato il decremento della Tari a Sondrio, dove si passa dai 254, 22 euro del 2023 ai 253,06 euro del 2024.

A Como, invece, la tassa sui rifiuti sale dai 275,69 euro del 2023 ai 278,9 euro del 2024. In ogni caso, tutti i capoluoghi di provincia lombardi si collocano al di sotto della media nazionale, pari a 337,77 euro, e molto lontano dai livelli dei tre capoluoghi italiani con la Tari più alta nel 2024.

Si tratta nel dettaglio di Pisa – 594,85 euro; Brindisi – 518,23 euro; Trapani – 510, 98 euro. Di contro, le tre città con i costi più bassi nel 2024 sono La Spezia – 170,34 euro, Belluno – 186,20 euro, Novara – 189 euro. Oltre al livello medio dei costi a carico dei cittadini, l’altro dato da considerare quando si parla di Tari è quello dell’evasione. Alla fine di ogni annualità, i tecnici del comune di Lecco stimano la previsione di incasso della Tari per l’anno successivo ed inseriscono questo dato nelle tavole del bilancio di previsione che dev’essere approvato dal consiglio comunale. Dopodiché, nel corso dei successivi dodici mesi, gli stessi uffici sono costantemente impegnati su due fronti. In primo luogo, si procede ad una verifica di alcune posizioni o perché sono gli stessi contribuenti a richiederlo o perché è il comune che rileva alcune anomalie durante i suoi controlli. Quest’ultima azione viene portata avanti in stretta collaborazione con Silea e San Marco e si basa in particolare sull’utilizzo delle banche dati, tra cui ad esempio quella del catasto. Di fronte a dati mancanti o errati, il comune avvia un’interlocuzione con il cittadino sulle ragioni per cui non è stata fatta una dichiarazione corretta. Se le spiegazioni non risultato accoglibili, l’accertamento viene confermato. Da alcuni anni, l’amministrazione comunale ha introdotto la possibilità per i contribuenti “infedeli” di dilazionare il proprio debito in 72 rate, così da assicurarsi il recupero di risorse non incassate senza mettere troppo in difficoltà il cittadino. In parallelo, gli stessi tecnici di Palazzo Bovara conducono attente analisi sull’evasione sconosciuta al sistema, ovvero sulla Tari non riscossa da contribuenti che neanche compaiono nei registri delle utenze. Sempre attraverso il catasto, per esempio, è possibile individuare quei casi in cui le utenze di acqua ed energia elettrica sono allacciate ma non c’è l’iscrizione al registro Tari. In questo modo il comune riesce non solo a recuperare gli arretrati ma anche ad incrementare il flusso di cassa atteso per il futuro. Solo nel 2024 il comune di Lecco è riuscito a recuperare quasi 1.3 milioni di euro di evasione sulla tassa sui rifiuti.

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