Spray urticante in classe, tre al Pronto soccorso

Lecco

Spruzza spray urticante in classe e in tre finiscono al pronto soccorso dell’ospedale Manzoni. Ieri mattina al centro professionale Enaip di via Fossoli uno studente ha spruzzato dello spray al peperoncino, creando problemi ad un compagno di classe e a due insegnanti. Le loro condizioni sono apparse da subito non gravi, ma non per questo l’episodio verrà sottovalutato. La dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli agenti della Questura di Lecco, che sono stati allertati immediatamente, considerata la gravità dell’episodio. L’allarme è scattato intorno alle 11, quando la centrale operativa dell’Areu ha inviato sul posto un’ambulanza con personale della Croce San Nicolò di Lecco. A rimanere intossicati dalla sostanza urticante, che può causare gravi irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e ai polmoni, sono stati un ragazzo di 14 anni e due donne, di 29 e 46 anni.

«Stiamo ricostruendo con precisione quanto è successo - dice Andrea Donegà, direttore Enaip -. Voglio credere che si sia trattato di un episodio legato al Carnevale, uno scherzo che però non può essere giustificato. Probabilmente chi ha spruzzato non ha neppure pensato alle conseguenze a cui stava andando incontro e neppure a quelle legate alla salute degli altri. Ora mi confronterò con lo studente che aveva lo spray, e ci saranno delle conseguenze sul fronte scolastico, valuteremo come intervenire. L’episodio avrà delle conseguenze perché non è accettabile quanto successo».

Lo studente rischia una sospensione che potrebbe “costargli” cara sui risultati dell’anno scolastico. Potrebbe anche scattare una denuncia da parte dei tre coinvolti, ma si tratta solo di un’ipotesi. «Partiremo da questo episodio negativo per trasformarlo in un momento di confronto, di discussione e per far comprendere a quali rischi si poteva andare incontro - prosegue Donegà -. Non ho motivazioni per credere che dietro questo gesto ci sia altro che uno scherzo, comunque pesante e da punire».

A quanto sembrerebbe il ragazzo avrebbe spruzzato lo spray contro un compagno colpendo anche due insegnanti. Lo spray al peperoncino è uno strumento legalmente riconosciuto in Italia come mezzo di autodifesa e può essere utilizzato da persone che abbiano compiuto i 16 anni, ma non certo a scuola. E soprattutto il suo impiego è consentito solo in caso di “legittima difesa” per proteggere l’incolumità personale da minacce reali, e non certo per fare uno scherzo che poteva avere conseguenze ben più gravi. Nelle prossime settimane verrà organizzata un’iniziativa scolastica di confronto.

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