
Cronaca / Lecco città
Lunedì 17 Febbraio 2025
«Servono case per aiutare le donne vittime di violenza. Le case dell’Aler? Belle, ma erano vuote»
Lecco
«Gli otto appartamenti di cui disponiamo oggi sono tutti occupati». Amalia Bonfanti è la presidente di Altra metà del cielo, punto di riferimento, insieme a Telefono donna Lecco, per tutte le questioni riguardanti la violenza di genere nel lecchese.
In particolare, Altra metà del cielo si occupa della gestione per tutta la provincia delle case rifugio in cui vengono accolte le donne costrette a lasciare la propria abitazione a causa degli abusi del partner. «Questi otto alloggi – spiega Bonfanti – si dividono in due categorie. Ci sono le case di pronto intervento, quelle destinate a donne che rischiano di essere ammazzate. Accanto a queste ci sono altri appartamenti destinati a situazioni dove il rischio è minore. In questi casi le donne hanno maggiore possibilità di uscire».
Quello della casa è un aspetto centrale nel supporto alle donne vittime di violenza. «Solo al nostro sportello – osserva la presidente di Altra metà del cielo – lo scorso anno si sono presentate 160 donne, l’80% delle quali con figli a carico. Senza un aiuto nella gestione dei bambini per queste donne è difficile trovare un lavoro a tempo indeterminato. A sua volta, senza un impiego stabile e opportune garanzie oggi è molto difficile trovare una casa in affitto».
Per questo, Amalia Bonfanti accoglie con favore l’iniziativa di Regione Lombardia di destinare alcuni alloggi Aler ai centri antiviolenza. La scorsa settimana, in particolare, nella sede di Aler Lecco – Bergamo – Sondrio quattro realtà, tra cui proprio l’altra metà del cielo, hanno ricevuto le chiavi di 11 alloggi, di cui 8 nella bergamasca e tre nel lecchese. Oltre al presidente di Aler Lc – Bg – So Corrado Zambelli erano presenti anche gli assessori regionali Elena Lucchini e Paolo Franco. «Questi appartamenti – evidenzia Bonfanti - sono destinati a donne che hanno già un buon grado di autonomia. Il fatto di non dover pagare alcun canone di affitto per cinque anni grazie al finanziamento regionale permetterà a queste donne di accumulare un “tesoretto” fondamentale per poi fare il salto verso l’autonomia vera e propria».
Oltre ai tre assegnati dello scorso anno, l’associazione meratese ha già ricevuto conferma dell’assegnazione di ulteriori tre appartamenti Aler nel corso dei prossimi mesi. «Sia l’anno scorso che quest’anno – spiega la presidente del sodalizio – avevamo presentato sette richieste. I tre appartamenti che ci hanno appena consegnato sono molto belli ma ce li hanno dati vuoti. Abbiamo dovuto aiutare le donne che ci andranno a vivere nella fase di arredamento, nonché nelle procedure per gli allacciamenti alle utenze e il cambio di residenza. Alcune hanno anche dovuto cercare una sistemazione lavorativa più vicina all’appartamento. Sui tre alloggi che ci verranno consegnati nei prossimi mesi per ora non abbiamo dettagli». Rispetto al rischio che l’iniziativa di regione riesca a rispondere solo ad una piccola parte del bisogno Amalia Bonfanti è netta: «Bisognerebbe istituire una corsia preferenziale per le donne vittime di violenza in tutte le graduatorie per gli alloggi Aler».
© RIPRODUZIONE RISERVATA