
Cronaca / Lecco città
Mercoledì 15 Gennaio 2025
Rivabella, risolto il mistero del deposito rifiuti lungo la ciclopedonale
Lecco
Risolto il mistero sui due depositi di rifiuti presenti lungo la ciclopedonale Rivabella – Bione. A confermarlo è direttamente palazzo Bovara a seguito del sopralluogo effettuato dai tecnici comunali. La criticità emersa più di recente, nonché segnalata subito sui social da alcuni attenti cittadini, riguarda una decina di pneumatici abbandonati nell’Adda davanti ad una delle nuove spiaggette realizzate nell’ambito del cantiere per il raddoppio della pista ciclopedonale.
Come verificato dai tecnici del comune, non si tratta di un vecchio punto di ormeggio per imbarcazioni, poiché le gomme non sono incatenate ai fondali, bensì di rifiuti scaricati nell’acqua in modo del tutto illegale. Grazie anche alle testimonianze dei cittadini, è emerso infatti che negli anni Ottanta alcuni incivili avevano l’abitudine, molto discutibile, di scaricare pneumatici in quel punto dell’Adda. Il fenomeno era noto all’opinione pubblica, tanto è vero che sempre in quel periodo ci fu una campagna degli ambientalisti per ripulire la zona, senza successo. «Solo il recente intervento di pulizia del verde, funzionale alla realizzazione della spiaggetta, - sottolinea Maria Sacchi, assessore ai lavori pubblici - ha permesso di riportare alla luce la criticità. Questa discarica di pneumatici, infatti, era nascosta da una vegetazione cresciuta molto negli anni anche a causa della scarsa manutenzione». Un discorso simile può essere fatto anche per l’accumulo di rifiuti presente in un canneto poco distante da quella spiaggetta. Questo secondo problema era già stato segnalato a dicembre in consiglio comunale da Lorella Cesana, esponente dell’opposizione. Benché le foto scattate durante il sopralluogo mostrino un tavolo e delle sedute, da palazzo Bovara precisano che non sono state trovate prove di attività illegali, di pericoli per la sicurezza di cittadini o della presenza di senza fissa dimora.
«Qualcuno – osserva Sacchi - si è impossessato di un’area pubblica per utilizzarla a fini privati. Solo la recente pulizia del verde durante il cantiere per la nuova ciclopedonale ha permesso l’emergere di questa situazione totalmente abusiva. In ogni caso ora che sono stati chiariti i contorni del problema intendiamo attivarci per ripulire la zona». Mentre per la rimozione dei materiali abbandonati nel canneto non si prevedono problemi, il “ripescaggio” dei pneumatici dal fiume si preannuncia più complesso. Quelle gomme, infatti, sono ricoperte di limo e appesantite dall’acqua assorbita nei decenni. La loro rimozione, pertanto, richiederà degli sforzi maggiori. Per altro, l’intervento di pulizia riguarderà anche una terza zona di natura completamente diversa. Poco prima dell’area skyfitness, infatti, c’è uno spazio attrezzato con tavoli e sedie da alcuni residenti di Maggianico, con l’aiuto di aziende locali, negli anni Ottanta su esplicita autorizzazione dell’allora presidente del consiglio di zona.
Quello spazio, spiegano da palazzo Bovara, è stato creato ancora prima della costruzione del primo percorso ciclopedonale e per decenni è stato un luogo di socialità. Con il passare del tempo, complice la mancata manutenzione del verde, l’area è stata abbonata e il ricordo della sua esistenza si è perso nella memoria del rione. I tecnici del comune hanno già accertato che quello spazio non è utilizzato e pertanto sarà ripulito.
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