
Mazzette per i permessi di soggiorno a Lecco, indagato anche il titolare di un patronato
Nell’inchiesta per corruzione, che ha portato al fermo dell’agente della Questura Giuseppe Vitale, c’è anche un 27enne di origini egiziane
Sondrio
Non soltanto l’assistente capo della Polizia, Giuseppe Vitale. Nell’inchiesta per corruzione che ha portato al fermo dell’agente, c’è anche un secondo indagato. Si tratta del titolare della “Duemme Caf & Patronato”, agenzia specializzata in pratiche sull’immigrazione, ora posta sotto sequestro.
Mohamed Fathey Moustafa El Borm, origini egiziane, ma nato a Lecco il 18 marzo 1998, è indagato in stato di libertà per concorso nello stesso reato. «Il mio assistito - dichiara l’avvocato Angelo Bianchi del Foro di Como - al momento si trova in Egitto per il Ramadan, per un viaggio prenotato a febbraio, ma mi ha già detto telefonicamente di informare gli inquirenti che, al più presto appena rientra a Lecco, intende offrire massima collaborazione e raccontare tutto. Lui stesso è una vittima del sistema estorsivo. Si pubblicizzava su Tik Tok quanto era possibile fare all’Ufficio Immigrazione della questura lecchese, dove l’arrestato manovrava a suo completo piacimento. Prima o poi la bomba sarebbe scoppiata. Adesso si è soltanto alle battute iniziali».
Anche ieri la Mobile è stata nell’agenzia, accompagnata dal legale, per acquisire altra documentazione e supporti informatici. Il titolare della Duemme in più occasioni avrebbe dato denaro a Giuseppe Vitale, assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, in servizio all’Ufficio Immigrazione della questura di Lecco, per fargli compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, ossia per fargli avviare in via preferenziale la procedura di regolarizzazione della permanenza in Italia di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, suoi assistiti rispetto ad altri aventi diritto. I fatti al centro dell’inchiesta della Procura, guidata da Ezio Domenico Basso, sarebbero avvenuti tra il settembre 2024 e il 2 marzo di quest’anno. Intanto si è tenuta, nella mattinata di ieri, davanti al gip Gianluca Piantadosi l’udienza di convalida dell’arresto per presunta corruzione di Vitale, 48 anni, originario di Nocera Inferiore (Salerno), consigliere comunale a Tartano, fermato tre giorni fa.
Nella sua stanza all’Ufficio Immigrazione gli hanno trovato e sequestrato oltre 40mila euro in contanti, mentre una somma minore, ovvero 2500 euro, è stata rinvenuta nascosta sulla sua auto privata e nell’abitazione. Il giudice si è riservato la decisione sulla richiesta di misura cautelare in carcere presentata dalla pm Chiara Di Francesco.
Il difensore, il penalista sondriese Giuseppe Romualdi, ha invece chiesto i domiciliari. Il legale, in passato, lo aveva tratto d’impaccio in un’altra scottante inchiesta, stavolta valtellinese, per video, foto e chat erotiche che coinvolgevano come protagonista una donna, risultata tuttavia consenziente.
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