Lecco, senzatetto in città. «Sono una trentina. Nessuno viene lasciato indietro»

Le parole del sindaco Mauro Gattinoni durante la trasmissione su Unica Tv

Lecco

Ad oggi sono una trentina i senza fissa dimora presenti a Lecco. Lo ha confermato il sindaco Mauro Gattinoni durante l’ultima puntata di “Il sindaco risponde”, trasmissione in onda ogni mercoledì sera su Unica Tv.

«Si tratta – ha spiegato il primo cittadino, intervistato dal giornalista Lorenzo Bonini – di un fenomeno mappato nel dettaglio grazie all’impegno di un’estesa rete di soggetti. Ogni mese ci incontriamo per scambiarci informazioni. Ciascun senza fissa dimora viene seguito in modo specifico a seconda dei rispettivi bisogni, che possono essere alimentari, sanitari, igienici o legati all’alloggio o a problemi di dipendenze. È un tema molto delicato ma la rete funziona in modo efficace. Nessuno viene lasciato indietro».

Il riferimento è ai 14 enti che nel luglio 2023 hanno firmato il patto territoriale per l’inclusione sociale e la realizzazione di interventi a contrasto della povertà estrema. Di questa rete fanno parte alcuni pilastri del terzo settore lecchese, a partire da quella Caritas ambrosiana che da febbraio 2023 gestisce la Casa della carità di via San Nicolò. Lì ci sono 30 posti letti, pieni per la maggior parte dell’anno, anche se circa il 20% sono dedicati all’accoglienza dei migranti appena sbarcati sul territorio nazionale coordinata dalla Prefettura. Ci sono poi i city angels, attivi dal 2016 ogni sera nella distribuzione di alimentari e beni di prima necessità ai senza fissa dimora in giro per la città.

«Siamo in tutto una ventina. – spiega la coordinatrice Paola Corti – Usciamo sempre tranne il venerdì in squadre composte da almeno tre persone. Da oltre un anno abbiamo fatto un accordo con la mensa dell’ospedale: ci danno quello che non usano, poi lo scaldiamo, lo dividiamo in porzioni e lo distribuiamo. Ultimamente ogni sera incontriamo più o meno trenta persone, tra cui due donne. Lo spettro è ampio: ci sono ragazzi ventenni in difficoltà con i documenti, persone che incontriamo solo una sera vicino alla stazione perché sono di passaggio, adulti che hanno scelto di vivere stabilmente in strada dopo aver perso il lavoro e poi la casa. Alcune di queste persone le incontriamo da quando abbiamo iniziato».

L’elemento che accomuna la gran parte dei senza fissa dimora è la difficoltà a rispettare le regole. «Com’è giusto che sia – spiega Corti – in qualunque struttura, a partire dai dormitori, ci sono delle regole basilari. Per i senza fissa dimora spesso sono un ostacolo insormontabile. Per questo molti rifiutano di entrare nei progetti sviluppati assieme agli altri partner della rete contro la povertà estrema oppure li iniziano e poi li abbandonano». In questi nove anni di impegno quotidiano sul campo, i city angels non hanno mai avuto problemi nell’avvicinarsi ai senza fissa dimora. «Anche chi troviamo per la prima volta – conclude Corti – all’inizio è titubante ma poi si apre. La sera quando arriviamo li chiamiamo per nome e dedichiamo loro un sorriso e un momento di ascolto. È fondamentale: lì fa sentire delle persone e non degli invisibili».

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