Lecco: lavori a maggio per il nuovo Tribunale

Lecco

Dopo mesi di stop, i lavori per la ristrutturazione del vecchio tribunale di Lecco potrebbero riprendere a maggio. L’amministrazione comunale nutre speranze in questa direzione, ma il percorso resta complesso. «La perizia di variante è stata chiusa – ha spiegato l’assessore Maria Sacchi – e manca solo un ultimo passaggio burocratico. Se tutto va come previsto, il comitato tecnico amministrativo del Provveditorato approverà la variante ad aprile e potremo ripartire a maggio».

Il progetto di riqualificazione dello storico Palazzo di Giustizia, progettato dall’architetto lecchese Mario Cereghini tra il 1939 e il 1941, è stato affidato al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche. Questo ha rallentato il processo, rendendolo più macchinoso. Per cercare di accelerare i tempi, da circa un anno i tecnici del Comune partecipano a incontri settimanali con il Provveditorato e i progettisti.

I problemi che hanno bloccato il cantiere riguardano alcune criticità strutturali emerse durante le verifiche. «Durante un sopralluogo a gennaio, la Soprintendenza ha richiesto modifiche agli interventi di consolidamento di un’ala dell’edificio – ha spiegato l’assessore – e si è deciso di usare fibre speciali per evitare di alterare gli spazi interni». Inoltre, sono state richieste integrazioni per il restauro di alcune porte lignee.

L’iter per la ristrutturazione era iniziato già nel 2017, quando il Comune affidò il progetto esecutivo allo studio “De Biasio e Associati” di Belluno. I lavori vennero poi assegnati nel 2021 al consorzio “Infratech Consorzio Stabile Scarl”, con esecuzione affidata alla ditta Ecores srl di Afragola. Nel 2022, con l’entrata in vigore di nuove normative, il costo dell’opera aumentò da 8 a 8,4 milioni di euro, comportando una revisione economica. Nel febbraio 2023, una prima variante per motivi di sicurezza fece lievitare il costo di altri 98.452 euro.

A bloccare definitivamente il cantiere fu la necessità di nuove analisi sulle fondazioni e sugli elementi in calcestruzzo. Il Provveditorato segnalò problemi nella struttura dell’edificio, tra cui una carenza di ferro nelle armature e puntelli insufficienti nel seminterrato. Solo alla fine del 2024, con il completamento delle analisi, i progettisti hanno potuto redigere la variante necessaria per riprendere i lavori.

Ora l’attesa è tutta per la validazione della perizia da parte del Provveditorato. Se l’iter procederà senza intoppi, i lavori potranno finalmente ripartire. «Il primo intervento sarà la sistemazione della copertura provvisoria» ha concluso l’assessore Sacchi, confermando l’impegno per restituire alla città un edificio storico rinnovato e sicuro.

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