
Cronaca / Lecco città
Sabato 15 Marzo 2025
Lecco capitale della cultura, la proposta piace: «E’ importante e fattibile»

Lecco
La possibile nomina di Lecco a capitale della cultura è stata avanzata da Antonio Peccati, presidente di Confcommercio Lecco. L’ha fatto in occasione della presentazione della XVI edizione di Leggermente, il festival del libro e della lettura che nel nostro territorio movimenta migliaia di studenti e di cittadini.
La proposta è stata rilanciata da Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco: «Accolgo volentieri la proposta di Antonio Peccati e credo sia arrivato il momento giusto per una candidatura del genere. L’anno prossimo, infatti, riaprirà il Teatro della Società, l’area della Piccola sarà a disposizione per gli eventi e nel 2027 avremo la “nuova” Villa Manzoni. Credo che Lecco abbia le credenziali per candidarsi a capitale della cultura».
E’ dunque possibile che ci sia una candidatura della nostra città alla prestigiosa qualifica di capitale della cultura. Resta da capire se la via sia percorribile, se la nostra città abbia i “titoli” per ambire ad un così alta nomina, se siamo veramente pronti a farci avanti per una qualifica così importante. Queste domande le abbiamo rivolte a Michele Tavola, già assessore alla cultura del Comune di Lecco ed attualmente a Palazzo Litta a Milano, alla direzione dei Musei Nazionali. «L’idea di Lecco capitale della cultura è importante ed anche fattibile, purché si crei una alleanza con Como e si faccia sistema. Dobbiamo smetterla di fare i provinciali, perché così affronteremmo un percorso a ostacoli che non ci porterebbe da nessuna parte. Noi dobbiamo agire nell’ottica di un sistema culturale e questo sistema lo possiamo fare solo con Como».
Una proposta, quella di Tavola, che sa di provocazione, ma nella quale l’esperto d’arte crede fermamente: «In queste cose dobbiamo imparare da quelli più bravi di noi. Pensiamo allora all’alleanza che hanno fatto Bergamo e Brescia, capitali della cultura nel 2023. Sono rivali da sempre, quasi di più di noi lecchesi nei confronti dei comaschi, ma hanno ignorato queste stupide questioni di campanile. O ancora guardiamo a Gorizia e Nova Gorica che sono addirittura capitali della cultura transfrontaliere. Insomma, dobbiamo alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio. Secondo me non c’è alternativa: o cambiamo mentalità e facciamo sistema con Como, altrimenti andiamo a sbattere».
Altra personalità di spicco del mondo culturale è monsignor Davide Milani. A Lecco ha fatto molto in questo campo, dal Capolavoro per Lecco al festival del cinema, per cui abbiamo voluto sentire un suo parere sulla proposta di Antonio Peccati: «La trovo interessante se serve come idea per un cammino che abbia come fine quello di ragionare sulla identità culturale della nostra città e del nostro territorio. Sarà un cammino selettivo, che deve prendersi almeno un quinquennio per poter programmare tutto con ampio respiro. Comunque andrà sarà stato possibile avere un riscontro su quella che è la nostra identità culturale».
Per monsignor Milani il cammino da fare non è breve, ma ci aiuterà a definire i nostri punti di forza in tema culturale: «Occorrerà capire qual è l’originalità del nostro territorio. Quest’ultima, infatti, non può ridursi a due o tre personaggi di rilievo o ad altrettanti “giacimenti” artistici. Ci voglio altri assi nella manica. E questi potrebbero essere il nostro saper fare ovvero la cultura del lavoro ed inoltre la giusta valorizzazione, in termini di bellezza, della natura che ci è stata data. Dobbiamo cioè valorizzare quella cultura umana che ha saputo godere della bellezza del nostro territorio. E’ un cammino che se ben pensato potrà dare una nuova consapevolezza in merito alla nostra cultura. Se poi verrà anche la nomina a capitale della cultura, sarà tanto di guadagnato».
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