
Cronaca / Lecco città
Mercoledì 26 Febbraio 2025
Furti d’auto: la Panda è la più rubata. Occhio ai Suv e alle batterie al litio
Lecco
Il fenomeno dei furti di veicoli continua a interessare anche la provincia di Lecco. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat per il 2024, nel corso dell’anno sono state rubate 131 automobili, 22 ciclomotori e 17 motociclette. Numeri che, sebbene non eccessivamente alti rispetto ad altre province italiane, indicano chiaramente come il mercato nero dei veicoli e dei loro ricambi sia in crescita.
Non sorprende che la Fiat Panda si confermi al primo posto tra le auto più rubate nella provincia di Lecco. Del resto, è anche il modello più venduto in zona. La sua diffusione e la facilità con cui può essere smontata la rendono un obiettivo perfetto per i ladri. Tuttavia, un dato interessante emerge dalle preferenze dei malviventi: sempre più spesso nel loro mirino finiscono i Suv. Questi veicoli, sempre più popolari, attraggono l’attenzione per il valore elevato dei loro ricambi e per la richiesta crescente sul mercato, soprattutto all’estero.
Da qualche anno, i Suv sono tra le prede preferite dei ladri. Il motivo è legato principalmente alla facilità con cui i loro pezzi possono essere rivenduti. I furti sembrano essere su commissione, organizzati da reti criminali provenienti soprattutto dall’Europa nord-orientale. Questi gruppi dispongono già di una lista di modelli e componenti richiesti, pronti per essere smantellati e venduti.
Secondo un’indagine dell’Aiped, associazione italiana Periti estimatori di danni, i ricambi più ambiti sono le batterie al litio dei veicoli elettrici. Il valore di questi componenti può sfiorare i 10.000 euro, causando notevoli danni economici ai proprietari. Oltre alle batterie, anche videocamere, paraurti, fari, cerchi in lega, marmitte catalitiche e volanti di auto di lusso rappresentano obiettivi appetibili per i ladri. Questo vero e proprio mercato del ricambio rubato è alimentato da chi cerca di risparmiare sui costi di riparazione, contribuendo involontariamente alla diffusione di attività illecite.
Un altro dato preoccupante riguarda i furti dalle auto in sosta. Nel 2024, i casi registrati sono stati ben 406, un numero significativo per la provincia di Lecco. Nonostante le raccomandazioni delle forze dell’ordine di non lasciare oggetti in vista, i ladri trovano sempre qualcosa di interessante. Capi d’abbigliamento, borsette, smartphone e persino borse della spesa risultano essere particolarmente attraenti per i malviventi. Anche articoli di scarso valore possono rappresentare un guadagno immediato per chi vive di espedienti.
Sebbene i numeri siano inferiori rispetto alle automobili, anche le due ruote sono nel mirino. Curiosamente, a Lecco si rubano più ciclomotori, con 22 casi, che moto di grossa cilindrata, che si fermano a 17. I ciclomotori risultano più facili da smontare e i loro pezzi sono molto richiesti. Inoltre, sono più semplici da camuffare e rivendere. La riscoperta dei “cinquantini”, tanto in voga negli anni Settanta, sembra aver portato nuova linfa al mercato nero.
Oltre al danno diretto per i proprietari, questo fenomeno incide anche sui premi assicurativi. Le compagnie, infatti, tendono ad aumentare le tariffe per le garanzie dirette sui furti. Inoltre, a causa dello scorporo delle condizioni di polizza, chi subisce il furto rischia di ottenere un risarcimento inferiore rispetto al valore reale del danno.
Nonostante le difficoltà legate al recupero dei veicoli rubati, le forze dell’ordine della provincia di Lecco meritano un plauso. Spesso, individuare la destinazione finale di automobili, moto e ciclomotori sottratti non è semplice, ma grazie a indagini approfondite, una parte del materiale trafugato è stata restituita ai legittimi proprietari.
La provincia di Lecco, pur registrando numeri contenuti rispetto ad altre zone d’Italia, deve fare i conti con una realtà in cui il furto di veicoli e componenti è in aumento. La domanda crescente di ricambi, soprattutto quelli costosi come le batterie al litio, alimenta un mercato nero difficile da contrastare. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, unita a sistemi di sicurezza sempre più evoluti, resta la strada principale per arginare questo fenomeno.
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