Deutsche Bank si riorganizza

«Ma in Italia nulla cambierà»

L’annuncio di Francoforte non avrà conseguenze

Restano l’organizzazione territoriale e i servizi attivi nel nostro Paese

LECCO

La riorganizzazione- annunciata da Deutsche Bank a Francoforte - «non toccherà la controllata italiana». La precisazione è contenuta in una nota di Deutsche Bank Italia, divisione che dal 2008 è presieduta da Flavio Valeri.

Con lo stessa nota viene puntualizzato che l’unica conseguenza in Italia della riorganizzazione è «l’uscita dal gruppo tedesco del manager italiano Michele Faissola». Il nuovo management del gruppo bancario tedesco presenterà i dettagli del piano strategico giovedì 29.

Dopo aver lanciato nei giorni scorsi un profit-warning con una maxi perdita di 6,2 miliardi di euro nel terzo trimestre dell’anno, Deutsche Bank ha reso noto dal 1° gennaio 2016 si procederà ad una rivoluzione organizzativa con l’avvio di una nuova divisione, la corporate & investment banking tramite l’integrazione delle attività di corporate finance e del global transaction banking.

Dopo l’annuncio della riorganizzazione, in Borsa il titolo della Deutsche Bank è salito del 3,7% a 26,993 euro. «Il mercato - specifica la nota - apprezza in particolare la divisione in due della banca di investimento e il cambio di passo su vertici e governance per evitare nuovi scandali. Il nostro paese - ricorda la Deutsche Bank - è il primo mercato europeo per l’istituto tedesco, che qui replica tutte le attività di Francoforte: asset management, retail banking, corporate finance, investment e transaction banking. In Italia Deutsche può contare su oltre 3 milioni di clienti, 340 sportelli e 4 mila dipendenti e vanta una posizione di prima fila nelle principali operazioni di corporate finance domestiche oltre che andamenti in crescita nel private banking».

A livello Italia, Deutsche Bank è leader nelle principali operazioni di corporate finance domestiche, tra i primi posti nel mercato delle banche d’affari. Deutsche Bank nella nota diffusa ieri, ricorda la crescita significativa nel private banking che gestisce un patrimonio di 27 miliardi».

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