Aperta la nuova ala del pronto soccorso dell’ospedale di Lecco. A novembre l’assetto definitivo

Lecco

L’ampliamento del nuovo Pronto Soccorso, che in realtà è un vero e proprio Dea di Secondo Livello (dipartimento emergenza e accettazione), che svolge servizi complessi oltre a quelli di mera emergenza urgenza, alla fine sarà costato 7 milioni di euro, attrezzature comprese, ma porterà il “Manzoni” di Lecco a un livello d’eccellenza. Il problema è che i lecchesi, per ancora nove mesi, dovranno portare pazienza. Infatti fino a novembre il Ps funzionerà a mezzo servizio, rispetto a quello che sarà. Per ora è stata traslocato nella nuova ala il vecchio Ps e solo a novembre vedremo vecchia e nuova ala, “spiegarsi” insieme per accogliere i pazienti e suddividerli in codici di maggiore e minore gravità.

I 67mila accessi anno (dei quali il 62 per cento di codici minori: verdi e azzurri), per ora saranno sopportati solo dai 900 metri quadri della nuova ala più alcune centinaia di metri della vecchia, quelli non ancora interessati dai lavori. Lavori che saranno effettuati su tre fasi sempre cercando di far convivere, non senza difficoltà, lavoratori della sanità e pazienti in maniera ottimale. Cosa che non sarà facile fare. Soprattutto perché, ulteriore problema, la nuovissima Tac a 256 strati dedicata solamente al nuovo Ps e quella vecchia, generale, a 64 strati, non funzioneranno insieme, per i primi tempi. La vecchia, infatti, sarà “aggiornata” da una a 128 strati e rimarrà sempre una terza Tac disponibile. Per ora, però, la nuovissima Tac del Ps sarà utilizzata, nelle more della sistemazione di quella generale, anche per l’attività di elezione, e non solo per il Ps. A regime, invece, la “Ferrari” sarà dedicata solo all’emergenza-urgenza e le altre due esclusivamente all’attività d’elezione (ovvero alle visite programmate).

“Il progetto originario – ha spiegato il direttore generale Marco Trivelli - è andato modificandosi nel tempo, quindi questo ha determinato una conformazione diversa del Ps rispetto ai prefabbricati che si erano immaginati in pandemia. Per fortuna non l’abbiamo realizzato in prefabbricati ma abbiamo fatto un ampliamento vero. Grazie all’amministrazione precedente si è previsto un ampliamento strutturale del Pronto Soccorso, non provvisorio. Ma proprio per questa diversa configurazione concettuale abbiamo dovuto pensare alle due ali, vecchia e nuova, come un qualcosa di integrato, pur mantenendo la funzione, eventualmente, nel caso di nuova pandemia, di doppia sezione con aree di filtro per la connessione tra le due aree”.

Il cantiere era iniziato nel marzo 2022 e doveva essere chiuso per gennaio 2023. “Ma proprio per effetto di queste varianti progettuali che nel tempo sono emerse, siamo arrivati a grosso modo appunto a dicembre 2024”.

Per ricordare le cifre: circa 4 milioni il finanziamento complessivo iniziale a gennaio 2023; 1,7 milioni di euro aggiuntivi sono stati previsti per le migliorie del 2024 “E l’ultimo milione che resta – conclude Trivelli - lo spendiamo per ristrutturare la parte vecchia del PS. Nei prossimi giorni parte il cantiere di ristrutturazione della parte vecchia: la nostra previsione è che per novembre dovranno essere terminate non solo le opere, ma anche i nuovi collaudi e il nuovo accreditamento. Però avremo un PS funzionante in modo cumulato e che passa dai 1300 m² di oggi a 2200 m² di attività di area utilizzabile per l’emergenza urgenza”.

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