
Cronaca / Lecco città
Giovedì 03 Aprile 2025
A Lecco si vive a lungo: la media è di oltre 84 anni, più della media regionale
Lecco
A Lecco si vive meglio e si vive di più. La media parla di 84,4 anni a testa. Più degli altri lombardi e più del resto d’Italia. E si muore di meno. Il tasso di mortalità è inferiore a quello lombardo e del resto del Paese. Muoiono in media 82,8 persone ogni diecimila persone nel lecchese: ovvero 7 persone di meno (ogni diecimila) nella provincia di Lecco. E una persona in meno, rispetto al resto di Lombardia.
Non è un’opinione, ma un dato scientifico misurato dal rapporto Bes, sul benessere equo e sostenibile quest’anno alla sua decima edizione, che raggruppa dati del Sistema Statistico Nazionale e sviluppa innovazioni per integrare e utilizzare indicatori provenienti da Istat, Upi, Anci e Regioni e Province Autonome. Insomma, un “database” assolutamente di livello e significativo.
Ma andiamo con ordine. Gli indicatori che descrivono la dimensione salute in provincia di Lecco offrono un quadro del benessere in cui spiccano l’aspettativa di vita e la mortalità che sono, rispettivamente, altissima e bassissima. La speranza di vita alla nascita in generale, infatti, è di 84,4 anni il che è un dato superiore al valore Italia (83,1) di oltre un anno ma è superiore anche al valore regionale (83,9), comunque alto. I dati risultano superiori ai dati nazionali e regionali sia per le femmine che per i maschi con un divario positivo maggiore per la popolazione maschile. Le donne del territorio provinciale sono più longeve rispetto agli uomini, 86,3 anni rispetto a 82,6 anni; questo dato si rispecchia anche nel confronto regionale e nazionale.
Di conseguenza, anche il numero medio di anni che una persona di 65 anni può sperare ancora di vivere nel lecchese è di 21,9 anni, dato superiore sia a quello regionale (21,4) che a quello nazionale (20,9).
Inoltre, uno dei principali strumenti per monitorare lo stato di salute della popolazione è il tasso standardizzato di mortalità (dati riferiti al 2021) che è pari a 82,8 persone ogni 10.000 abitanti, un livello notevolmente più basso del dato nazionale (89,9) e di quello regionale (83,5). Anche limitatamente alla fascia degli over 65 anni il tasso standardizzato di mortalità permane decisamente più basso rispetto a quello nazionale (-6,5%) e comunque inferiore anche a quello regionale (-0,6%).
Non solo si muore di meno e più tardi che tanti altri italiani e lombardi. Ma si muore di meno soprattutto per tumore. Il focus sul tasso standardizzato di mortalità per tumore (20-64 anni) evidenzia un dato lievemente positivo per la provincia di Lecco raggiungendo il valore di 7,1 persone ogni 10.000 abitanti, migliore del dato regionale (7,4) e con uno scarto positivo maggiore rispetto al dato nazionale (7,8). Il valore è in linea con il minore tasso di mortalità standardizzato registrato.
Il fatto che si muoia di meno per tumore vuol dire anche che le cure sono efficaci e che i medici ricevono piena fiducia da parte della gran maggioranza dei lecchesi. Infatti il fenomeno dell’emigrazione ospedaliera verso altra regione si conferma essere molto ridotto (2,6%). Tale valore viene influenzato dalla presenza di centri d’eccellenza nel territorio.
C’è, però, un dato negativo. Ed è quello relativo ai medici specialisti per abitante che risulta pesantemente insufficiente: sono solo 24,6 ogni 10.000 abitanti rispetto ai 32,7 medici specialisti a disposizione degli altri cittadini della Lombardia e ai 34,1 a disposizione dei cittadini del resto del Paese. Anche il dato relativo ai posti letto ospedalieri per abitante non è buono: sono 31,5 ogni 10.000 abitanti a Lecco contro un valore di poco inferiore al dato registrato a livello regionale (33,2) e nazionale (32,7).
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