
Passaggio di Colico a Sondrio, l’economista: «Vedo solo vantaggi»
Venerdì sera i colichesi sono intervenuti a centinaia per ascoltare le ragioni del “Sì” al cambio di provincia, esposte nel corso dell’assemblea organizzata dal comitato “il Bitto sposerà l’Agone?”. Le prossime settimane saranno decisive per la definizione delle posizioni, poi sarà il tempo delle scelte
Colico
Nel futuro di Colico c’è la provincia di Sondrio o la cittadina dell’Alto Lago continuerà a essere parte della provincia di Lecco? Venerdì sera, in auditorium, i colichesi sono intervenuti a centinaia per ascoltare le ragioni del “Sì” al cambio di provincia, esposte nel corso dell’assemblea organizzata dal comitato “il Bitto sposerà l’Agone?”.
Stefano Fontanive, presidente del Comitato, ha aperto la serata sottolineando che fra i sostenitori non c’è appartenenza politica e che l’idea di passare alla provincia di Sondrio “è nata per migliorare Colico, considerati gli innumerevoli vantaggi che deriverebbero dal far parte di una provincia che è “quasi come una regione a statuto speciale”.
“Vantaggi illustrati dalla professoressa Magda Antonioli dell’Università Bocconi di Milano, economista e ricercatrice, che ha condotto uno studio sulle implicazioni del passaggio a Sondrio. Un cambio che rappresenterebbe “un modello vincente per entrambe le realtà (Comune di Colico e Provincia di Sondrio, ndr)”. L’esperta ha evidenziato la grande autonomia e le vaste risorse di cui dispone Sondrio. Ma anche il fatto che “in provincia di Sondrio, Colico avrebbe un maggior peso politico e di rappresentanza. Da decimo comune della provincia di Lecco (per numero di abitanti), passerebbe a essere il quarto di quella sondriese. Inoltre, per Lecco, Colico è territorialmente l’ultimo comune, lontano dal capoluogo, mentre per Sondrio rappresenterebbe la porta di accesso al territorio provinciale, con accesso al lago”.
Particolare attenzione è stata dedicata ai vantaggi derivanti dall’ingresso in una provincia che dispone di ingenti risorse economiche derivanti dai canoni idroelettrici che, come ha sottolineato la professoressa Antonioli, “vengono investiti nel territorio, per il miglioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture”. Cifre alla mano, si parla di quasi 76milioni di euro annui per Sondrio, mentre per Lecco la quota è di un milione 725mila euro. Il tutto con benefici diretti per i Comuni e i cittadini: in provincia di Sondrio, infatti, tutti i Comuni hanno energia elettrica gratuita per le spese energetiche dirette. Beneficio di cui godono anche le strutture di accoglienza per anziani, i gestori degli impianti sportivi, i centri di aggregazione e gli oratori, e le famiglie in situazione di bisogno. A oggi, Colico non ha nessun beneficio di questo tipo, in quanto non ha centrali idroelettriche.
Altro spunto di riflessione è stata la situazione della viabilità locale, con particolare focus sulla Statale 36: “La Provincia di Sondrio ha interesse per questa strada, in quanto è la principale via di accesso al territorio”. Sicurezza, con una disponibilità di Forze dell’ordine per abitante maggiore a Sondrio (1/331) che a Lecco (1/555), istruzione con investimenti per singolo studente doppi a Sondrio (1.008 euro) rispetto a Lecco (484 euro), ma anche turismo e promozione del territorio sono stati gli altri punti toccati, con esempi chiari e concreti dei benefici derivanti dal cambio di Provincia. “In provincia di Sondrio si investe nel settore turistico dieci volte tanto rispetto a Lecco”, ha evidenziato l’economista, che ha proposto anche un’analisi legata alla doppia stagionalità del turismo che deriverebbe dall’annessione di Colico.
Quindi, rivolta ai cittadini e considerando i risultati dello studio condotto, ha affermato. “Non ci perdete, noi abbiamo visto solo vantaggi”. Lo schieramento pro cambio di provincia ha scoperto le proprie carte, tanti cittadini hanno ascoltato le ragioni a favore del passaggio a Sondrio. Le prossime settimane saranno decisive per la definizione delle posizioni, poi sarà il tempo delle scelte.
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