Bloccato il volantinaggio del comitato “Treni in orario”, «Ci vogliono imbavagliare»

Avrebbero voluto approfittare della presenza a Sondrio di autorità per distribuire volantini sulla situazione ferroviaria in provincia di Sondrio, ma la Polizia locale e la Questura hanno negato il permesso. «Nessun intento ostativo, semplice applicazione delle disposizioni in vigore» risponde il comandante Bradanini

Sondrio

Avrebbero voluto approfittare della presenza a Sondrio di autorità, come il governatore Attilio Fontana e il presidente del Coni Giovanni Malagò, per distribuire volantini sulle Olmpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e sulla situazione ferroviaria in provincia di Sondrio. Ma la Polizia locale e la Questura hanno negato il permesso e il comitato “Treni in orario” accusa: «Ci vogliono imbavagliare».

«Avevamo pensato ad un volantinaggio per comunicare ai soggetti istituzionali e agli amministratori il nostro punto di vista sulle Olimpiadi e sui disservizi delle linee Milano-Tirano e Colico-Chiavenna -spiegano Luca Agutoli, Emanuele Capelli, Franco Gianasso e Fabio Panighetti -. La nostra intenzione era quella di sollecitare una riflessione esponendo posizioni critiche su come le promesse di sostenibilità ambientale sociale ed economica, di partecipazione del territorio, di trasparenza contenute nel dossier di candidatura presentato nel 2019 siano state sostanzialmente disattese nella fase successiva. Data la presenza del presidente di Regione Lombardia un punto rilevante della nostra puntualizzazione critica non poteva non essere rappresentato dalla vergognosa situazione in cui versa il collegamento ferroviario tra la provincia di Sondrio e Milano. Nessuna intenzione da parte nostra di contestare o di creare disturbo. Volevamo fare un semplice volantinaggio, ma questo elementare diritto democratico ci è stato impedito con le motivazioni inconsistenti».

I promotori del comitato spiegano quindi come, giovedì mattina, dopo un primo parere favorevole della Questura, abbiano avuto un incontro interlocutorio con il comandante della Polizia locale di Sondrio, Mauro Bradanini, che dopo aver preso tempo ha comunicato il diniego, confermato poi anche dalla Questura.

«La Polizia locale ha tirato fuori dalla naftalina una disposizione del regolamento comunale che vieta il volantinaggio e poi ricordato l’assenza di una richiesta di occupazione di suolo pubblico (situazione peraltro non prevista per una iniziativa come quella che si voleva attuare) - proseguono -. La Questura si è invece rimangiato quanto detto poco prima e ci ha comunicato il divieto del volantinaggio. Quanto successo ci sembra grave ed è indicativo di un clima repressivo che si vuole creare nel paese, restringendo gli spazi per una libera dialettica democratica».

«Nessun intento ostativo, semplice applicazione delle disposizioni in vigore - risponde alle accuse il comandante Bradanini -. Nell’incontro avuto con uno dei rappresentanti del comitato mi sono limitato a comunicare il divieto di distribuzione di volantini, contemplato dall’articolo 31 del vigente Regolamento di igiene urbana. Ho altresì fatto presente che al Comune non era pervenuta alcuna richiesta di occupazione di suolo pubblico, in ipotesi indispensabile nel caso di manifestazione previamente organizzata e finalizzata».

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