Valmadrera: aumentano da gennaio le rette della casa di riposo. «Colpa dell’inflazione»

Valmadrera

Dal prossimo gennaio, le rette della casa di riposo “Opera Pia Magistris” aumenteranno, in un range tra il 6% e l’8% (secondo la decisione specifica che prenderà la giunta comunale) e, dunque, tra i 120 e i 200 euro al mese.

Ciò, per ripianare un deficit che si aggira, per il bilancio di competenza, sui 243mila euro, ma lievita fino a inghiottire quasi mezzo milione di risorse comunali con l’aggiunta di altre voci e situazioni che si trascinano anche dalla gestione precedente. Com’è noto, infatti, il Comune ha intrapreso un iter di concessione, ma non ancora effettiva a causa di contenziosi intervenuti, in fase di gara, con altri concorrenti e in attesa, inoltre, della volturazione dell’accreditamento regionale.

Ha spiegato l’altra sera in commissione consiliare il dirigente Virginio Brivio: «Pur con questo aumento delle rette, la Rsa di Valmadrera si mantiene nella fascia tra le più basse del territorio dell’Ats (e, cioè, di due province); è una magra consolazione per le famiglie che dovranno compiere un ulteriore sforzo in più, fermo restando l’intervento a loro sostegno, che può essere attivato da parte del Comune nei casi in cui ricorrano i requisiti: l’ente continuerà, cioè, a farsi carico degli ospiti in difficoltà economiche».

Tra le ragioni del disavanzo, Brivio ha indicato molteplici concause: «L’inflazione sta incidendo peggio ancora di quanto fece l’impennata delle bollette, che - ha ricordato -poi perlomeno rientrò. In questi mesi si sono verificati altresì aumenti nel costo dei farmaci e adeguamenti dei contratti nazionali delle cooperative».

Il cumulo di circostanze si inserisce in un trend che - senza considerare i due anni di pandemia - ha fatto registrare nel 2022 uscite per 2 milioni e mezzo di euro, aumentate a 2.600.000 nel 2023 e lievitate a 2.900.000 quest’ anno, l’85% delle quali sono costituite dal costo per il personale e per il 15% da bollette, alimenti, farmaci, presidi sanitari. L’integrazione delle rette da parte del Comune avviene attualmente per 3 ospiti; per i 60 posti accreditati, la Regione assegna 958.000 euro, con qualche maggiore integrazione ultimamente proprio per i farmaci. Il deficit di gestione (senza mai conteggiare gli investimenti del Comune in opere) è stato di 200.000 euro nel 2022 e di 34.000 euro nel 2023. Per il futuro, secondo Brivio alcune strategie potranno dare il risultato di «mantenere almeno fermo l’attuale budget»: anzitutto, proprio la nuova forma di gestione - la quale consentirà, tra l’altro, di ottimizzare le forniture e l’Iva - e che, però, si prevede diventerà effettiva soltanto dal secondo semestre 2025. Un risparmio dovrà derivare anche dalla bolletta del gas quando sarà attivo il Teleriscaldamento (ad oggi, l’allacciamento non c’è ancora): è preventivato nel 10% dei 30mila euro annui spesi attualmente per il metano (70mila, invece, sono i consumi elettrici).

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