
Cronaca / Circondario
Lunedì 24 Febbraio 2025
Unire i Comuni della Valle San Martino: l’ipotesi non entusiasma i sindaci
Calolziocorte
La proposta di un’Unione dei Comuni della Valle San Martino, portata in consiglio comunale a Calolziocorte dal capogruppo di Cambia Calolzio Diego Colosimo, sembra destinata a incontrare più ostacoli che consensi.
Nonostante il sindaco Marco Ghezzi si sia già detto favorevole, gli amministratori dei comuni limitrofi sono a dir poco scettici. Le esperienze negative di cui sono al corrente in provincia di Lecco e in regione condizionano pesantemente il loro giudizio. Mentre a Vercurago preferiscono non esprimersi, ritenendo che la proposta non possa nemmeno essere presa in considerazione, gli altri sindaci non si sottraggono ma tutti hanno forti dubbi in merito.
Il sindaco di Erve, Giancarlo Valsecchi, forte della sua esperienza in Anci, sottolinea come molte Unioni si siano già sciolte per inefficienza: «Le Unioni che vedo in giro sono state sciolte perché non funzionavano. Si pensava di risparmiare, ma non è stato così». Valsecchi comunque ricorda come il suo Comune già collabora con i Comuni della zona (Carenno e Vercurago) per svolgere alcuni servizi, rendendo superflua un’ulteriore aggregazione.
Ancora più critico il sindaco di Carenno, Luca Pigazzini, che punta il dito sul paradosso delle Unioni: «Il meccanismo presenta molte pecche e pochi vantaggi. In Lombardia, quasi tutte le esperienze si sono rivelate negative, compresa quella in Valsassina. Forse perché le Unioni creano una sovrastruttura amministrativa che rischia di appesantire ulteriormente Comuni già in difficoltà». E anche Pigazzini, come Valsecchi, ricorda che la sua amministrazione già collabora con altre per alcuni servizi.
«In questo percorso, è Calolziocorte ad essere mancato. Noi siamo già in rete con altri Comuni su altre cose. Se poi Calolziocorte dovesse rendersi conto che ci sono vantaggi a gestire insieme qualcosa, penso che sia possibile farlo restando su un piano meno impegnativo di quello delle Unione dei Comuni».
Più possibilista, ma con riserve, il sindaco di Monte Marenzo, Paola Colombo: «È una proposta intelligente - sostiene - ma funzionale solo se tutti fossero d’accordo. È come quando si parla di Europa: insieme sarebbe meglio, ma occorre anche realizzarla. È evidente che l’unione fa la forza, ma bisogna volerla perché sia di successo». Nel progetto di Colosimo ci sarebbe anche il Comune di Torre de’ Busi, che tuttavia si sfila perché, ricorda il sindaco Eleonora Ninkovic, facciamo parte della provincia di Bergamo. Se tuttavia così non fosse, Torre de’ Busi già gestisce servizi insieme con Caprino Bergamasco: da quello di polizia all’assistente sociale, dall’ufficio tecnico alla ragioneria. In ipotetica Unione, i contributi come quelli sociali, che vengono stanziati a livello provinciale, al Comune orobico non potrebbero essere assegnati. Resta da capire come sarà affrontata la questione in consiglio comunale venerdì ma, se queste sono le premesse, se anche ci fosse il consenso dell’assise, la proposta non è destinata a fare molta strada.
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