
(Foto di Paolo Ortelli)
Galbiate
Galbiate e Oggiono piangono Alfio Panzeri, 76 anni, precipitato mercoledì pomeriggio sul Magnodeno: lascia i figli Andrea e Raffaella, oltre alla moglie Daria. La tragedia è avvenuta sotto gli occhi degli amici del Cai di Oggiono, al quale Panzeri apparteneva.
A Oggiono abita la figlia Raffaella, nota per l’impegno nel volontariato e per aver intrapreso esperienze missionarie con l’Operazione Mato Grosso a favore delle popolazioni povere in Paesi in via di sviluppo; anche Panzeri era attivo a Oggiono. A Galbiate è invece più conosciuta la moglie Daria per avere lavorato a lungo nell’ufficio postale del paese. Il sindaco di Oggiono Chiara Narciso ha un ricordo nitido di Panzeri: «Era una persona a modo, molto attiva, con tanta voglia di fare. Era un grande appassionato di montagna. Si era avvicinato al Cai di Oggiono col nipote e poi si era ben inserito nel Gruppo Evergreen. Si può dire che, di settimana in settimana, non vedesse l’ora che fosse mercoledì per andare in montagna. Amava anche effettuare dei cammini e, anzi, si stava preparando per affrontarne uno durante le prossime vacanze. La sua tragica scomparsa addolorata la nostra intera comunità».
L’ultimo saluto Il funerale sarà celebrato domani alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Galbiate dove l’ex sindaco Livio Bonacina rammenta Panzeri come «un signore tranquillo e riservato: ci salutavamo sempre, quando lo vedevo. Lo conoscevo perlopiù di vista, ma naturalmente sono colpito e addolorato per la disgrazia». Il capogruppo dell’opposizione consiliare di Galbiate, Attilio Tentori, conferma la «spiccata passione di Panzeri per la natura e l’attività all’aria aperta: lo incontravo spesso in montagna e soprattutto al Monte Barro. Sono molto commosso». Gianni Combi, volto storico dell’associazionismo sportivo galbiatese e di molteplici attività, dalla banda si gemellaggi, osserva: «Panzeri abitava in località Colombaio, proprio dove sono nato io; lo si vedeva poco in paese, ma molto sui sentieri di montagna».
Il 76enne mercoledì con gli amici del Cai Oggiono aveva deciso di aderire al programma di raggiungere il sentiero che, dalla cima del Magnodeno - la montagna che domina Lecco, a 1.250 metri d’altezza - conduce verso Erve. Il galbiatese ha perso la vita dopo essere scviolato e precipitato in un’area impervia sul versante della Valle San Martino, in un tratto del sentiero piuttosto ripido, nella zona situata sotto il bivacco. L’allarme è stato lanciato dagli amici stessi, pochi minuti prima delle 14, facendo scattare immediatamente i soccorsi. Sono stati allertati i Carabinieri di Lecco, la Soreu Laghi, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Bione, inoltre per velocizzare le operazioni di soccorso è stata fatta decollare da Bergamo l’eliambulanza, ma tutto si è rivelato purtroppo vano. Nonostante il dispiegamento di forze in campo, la tragedia si era ormai compiuta. Individuato il corpo del galbiatese, per lui non c’era già più nulla da fare.
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