
Cronaca / Circondario
Martedì 25 Marzo 2025
Civate, l’intelligenza artificiale entra in casa di riposo
Civate
Nella Rsa “Casa del cieco” di Civate debutta l’intelligenza artificiale: l’intero reparto “Fiordaliso”, che accoglie gli ospiti con minore autonomia, è stato dotato di sensori in grado di rilevare e rielaborare dati inerenti i 21 anziani (su un totale di 95 posti letto, dei quali 35 autorizzati e 60 accreditati).
L’innovativa strumentazione è stata acquistata con fondi propri dalla Rsa presieduta da Franco Lisi (e fornita dalla società Teiacare) per un investimento di circa 30.000 euro: la presentazione ufficiale del «progetto pilota» avverrà venerdì mattina alla presenza anche del direttore, Claudio Butti, e delle autorità, civili e religiose. L’introduzione della IA costituisce l’ultimo atto (per ora) di un restyling con ritinteggiatura del reparto in toni soft, strumenti come i corrimano in tutti gli ambienti comuni, Smart Tv (col contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese).
L’IA in Rsa è ovviamente la novità principale, non solo per Civate, ma sul territorio nazionale; i sensori si presentano come telecamere, benché non memorizzino le immagini, bensì rilevino in modo continuo i movimenti degli ospiti, andando a costituire una banca dati delle posture a uso del personale infermieristico e medico, oltre a lanciare eventualmente l’allarme in caso di movimenti inattesi o anomali, nonché permettendo il monitoraggio dei posti letto da remoto.
Spiega Franco Lisi: «È importante far sapere le cose che facciamo, non tanto per arrivare primi o secondi, non è una gara, ma credo sia giusto che la popolazione sappia cosa si fa nelle strutture accreditate del Terzo settore, dove ovviamente non puntiamo al profitto, ma rivolgiamo a tutta la comunità le nostre attività, fondate su due aspetti: uno è quello della formazione, come competenze professionali e come umanizzazione della cura. L’altro percorso è quello (che anche a me ha dato tanto) dell’inclusività, in cui la tecnologia gioca un ruolo determinante: richiede sforzi, è un investimento, non un lusso. Non la ritengo una comodità né (come taluni pensano) un modo per ridurre il personale. Noi non concepiamo l’IA in questo modo. Non mettiamo delle telecamere coi sensori (banalizzando il concetto) per ridurre la presenza, benché il tema degli infermieri e dei medici - sottolinea Lisi - in generale esista. Il fronte interessante di questa tecnologia è la possibilità, oltre che di andare incontro al paziente che può avere delle posture non confacenti al proprio status (e l’Ia le monitorare in real time), anche di allertare costantemente gli operatori in servizio.
È un progetto pilota (accompagnato da lavori di restyling perché un bell’ambiente fa stare meglio chi lo vive). La tecnologia è un percorso infinito - per Lisi - Chi si ferma è perduto; venerdì apriremo le porte soprattutto per promuovere una logica di rete, di conoscenza, di condivisione con altre case di riposo. Tutto, nella direzione di una migliore assistenza dell’ospite».
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