
Cronaca / Circondario
Lunedì 13 Gennaio 2025
Caritas di Calolzio: distribuiti 100 pacchi alimentari ogni mese
Marta Scola, responsabile del centro primo ascolto: «Il nostro aiuto raggiunge circa 300-400 persone, ma sappiamo che molti altri avrebbero bisogno ma non si rivolgono a noi per orgoglio. In tanti si rivolgono a noi anche per la ricerca di una casa, ma sul territorio la situazione è drammatica»
Calolziocorte
Cento pacchi alimentari distribuiti ogni mese dalla Caritas di Calolziocorte a famiglie bisognose. Si tratta tuttavia solo della parte più evidente di un problema che riguarda anche molti altri che, forse per orgoglio, preferiscono non chiedere aiuto.
A fotografare la povertà in città, Marta Scola, responsabile del centro primo ascolto della Caritas di Calolziocorte, che oltre a occuparsi della distribuzione dei pacchi alimentari, cerca di dare una mano anche nel pagamento di affitti e bollette o fornire vestiti a chi ne ha bisogno. «Mensilmente - spiega - distribuiamo tra i 90 e i 100 pacchi alimentari. È così da quando abbiamo iniziato, nel 2020. Anche se allora, per un certo periodo, quello del Covid, ci siamo occupati soprattutto dell’emergenza. Il nostro aiuto raggiunge circa 300-400 persone su una popolazione di 13mila abitanti».
Si tratta quindi di una porzione consistente dei cittadini calolziesi anche se, secondo Scola, c’è parecchio sommerso. «Sappiamo che molti non si rivolgono a noi per una forma di pregiudizio o per orgoglio. C’è ancora una fetta di popolazione che non siamo riusciti a contattare e che vorremmo potere aiutare. Si tratta soprattutto dei nostri anziani. Gente abituata a cavarsela da sola, con un forte senso dell’orgoglio che li porta a non voler mostrare il proprio momento di bisogno. È un atteggiamento comprensibile, ma noi siamo qui per aiutare».
Forse anche per questo, il 70% di quelli che si rivolgono alla Caritas sono immigrati. «Principalmente si tratta di famiglie giovani alle prese con difficoltà linguistiche e di inserimento lavorativo. Ci sono però anche nuclei familiari presenti sul territorio da tempo che non riescono a uscire da situazioni di difficoltà. Il resto invece sono famiglie italiane».
Oltre che di borse alimentari, la Caritas di Calolziocorte è chiamata ad affrontare altre sfide. L’emergenza abitativa rappresenta la più pressante. «Molti si rivolgono a noi per la ricerca di una casa, ma sul territorio la situazione è drammatica: non ci sono alloggi. Diamo inoltre una mano anche a chi è in difficoltà nel pagamento delle bollette». Nonostante le persone da aiutare siano davvero numerose, i volontari scarseggiano.
Attualmente, il centro opera con soltanto sette volontari. Per questo, Marta Scola lancia un appello alla comunità. «Vorremmo che la cittadinanza aprisse gli occhi sulle necessità del territorio. Tutti possono dare una mano. Anche poche ore mensili di volontariato potrebbero fare la differenza. Oltre ai servizi esistenti come la distribuzione di pacchi alimentari, il supporto burocratico e l’armadio condiviso per il riuso degli abiti, sogniamo di creare momenti di aggregazione e un vero senso di comunità. Con più persone, potremmo offrire più servizi. Anche semplici. Come aiutare i bambini a svolgere i compiti, o fare compagnia agli anziani».
Chi volesse offrire il proprio contributo può contattare il Centro di Primo Ascolto della Caritas di Calolziocorte al numero 371-4970857 o visitare la sede in piazza arcipresbiterale.
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