Calolzio: ucciso per una sigaretta, condanna confermata a 19 anni

Calolziocorte

È stato un omicidio volontario, anche se la capacità di intendere di Haruna Guebre al momento del fatto era grandemente scemata. I giudici della prima sezione di Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna a 19 anni e messa in primo grado nei confronti del 25enne originario del Burkina Faso, ma cresciuto sulle sponde del lago. Il giovane, il 29 agosto 2023, aveva ucciso a coltellate il 23enne Malcolm Mazu Darga, cresciuto ad Airuno, ma nato come l’imputato in Burkina Faso, al culmine di una lite scoppiata per futili motivi alla stazione di Calolziocorte.

In primo grado, la difesa, rappresentata dagli avvocati Mari Elena e Laria Guglielmana, era riuscita a ottenere il minimo della pena dopo aver chiesto una perizia psichiatrica che ha dimostrato poi la parziale compromissione delle facoltà mentali del ragazzo. Un’attività, quella dei difensori, il cui valore è stata riconosciuta dallo stesso procuratore generale nel processo di appello celebrato stamattina a Milano. In secondo grado, però, non è passata la linea dell’omicidio preterintenzionale, chiesto comunque dagli avvocati. L’omicidio era nato dalla richiesta di una sigaretta da parte della vittima, negata da Guebre. Da questo banale episodio era derivato un duro scontro verbale, culminato in due colpi vibrati con un coltello.

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