“Valtellina Alpina” racchiude un anno di impegni, sfide e successi degli alpini

Anche quest’anno la rivista della Seziona Ana Valtellinese ripercorre 365 giorni di attività delle penne nere

Sondrio

Settantasei pagine con oltre 300 foto e tanti argomenti in “Valtellina Alpina”, la rivista della Seziona Ana Valtellinese che profuma di stampa. L’instancabile direttore alpino Marino Amonini anche questa volta non ha deluso le aspettative e ha fatto arrivare nelle case un numero che racconta il 2024 delle penne nere.

«Un anno di impegni, sfide e successi, un anno intenso», come lo definisce l’inossidabile e capace presidente Gianfranco Giambelli, in cui «ciascuno di voi ha dimostrato, con il proprio impegno e dedizione, cosa significhi davvero essere un alpino, alpino della Valtellinese. Guardando a questo 2024, possiamo dire di essere fieri del cammino percorso. Abbiamo ricordato, insegnato, e celebrato. Abbiamo onorato i nostri caduti e trasmesso ai giovani il valore della nostra storia.

Abbiamo iniziato l’anno con le commemorazioni della tragica Campagna di Russia, evento che ha segnato profondamente la nostra storia: Arnautowo, Warwarowka e Nikolaiewka luoghi di sofferenza e sacrificio dei nostri alpini. Queste cerimonie non sono solo un omaggio ai caduti, ma anche un’opportunità per riflettere sulla pace e sull’importanza della memoria storica. I nostri alpini non sono mai dimenticati, attraverso queste commemorazioni, il loro esempio continua a vivere».

Uno dei momenti più attesi dell’anno è stata l’Adunata nazionale a Vicenza, evento che ha rappresentato non solo un’occasione per rivivere il legame che unisce tutti gli alpini, ma anche per mostrare al Paese la forza e l’impegno nel tramandare i valori di solidarietà e fratellanza.

Fiore all’occhiello il campo scuola a Sondalo con 145 ragazzi che è stato un successo. «Un’esperienza educativa che ha permesso ai più giovani di conoscere la storia degli alpini, di apprendere valori importanti come la solidarietà, il rispetto per la natura e la disciplina – aggiunge il presidente -. Insegnare ai ragazzi cosa significa essere alpini è uno dei compiti più nobili che possiamo assumere: li aiuta a crescere con consapevolezza e a sviluppare un profondo senso di responsabilità civica. Raduni, incontri e momenti di celebrazione hanno scandito i mesi estivi, sempre all’insegna dell’amicizia e della voglia di stare insieme. Queste occasioni non solo rafforzano il legame tra i soci, ma ci permettono di far conoscere le nostre tradizioni e la nostra storia anche a chi non è parte del mondo alpino».

Uno degli eventi più sentiti è stato il Raduno sezionale a Livigno. La partecipazione è stata numerosa, con la presenza di trentasei sindaci e trentatré gonfaloni. L’anno si è concluso con un altro grande evento, il Raduno del 2° Raggruppamento a Montichiari. Anche in questa occasione, la partecipazione della Sezione è stata significativa, otto pullman, con quel terzo tempo al ristorante in allegria.

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