Successi, errori e sogni: Mauro Repetto si racconta e fa cantare il Jolly di Olginate

Olginate

Per alcuni era il biondino che ballava dietro a Max Pezzali, per altri era quello che ha lasciato gli 883. Ma per la maggior parte dei fan è e resta Mauro Repetto quello degli 883.

Ha trasformato il cineteatro Jolly in un’area per concerti, Mauro Repetto, oggi non solo artista, ma anche scrittore e event manager a Disneyland Parigi, che giovedì ha fatto registrare sold out con il suo show “Alla ricerca dell’Uomo Ragno”. Unica data lecchese che ha fatto registrare alla sala parrocchiale di Olginate il sold out in tempi record.

Mauro Repetto fa cantare il Jolly di Olginate. Fabio Landrini

Ironia, autoironia, voglia di raccontare la sua storia tra successi, errori e tanti sogni. E poi la voglia di ballare e far ballare il teatro con la musica che ha scritto insieme all’amico ex compagno di scuola. Brani che sono diventati veri e propri brani cult per generazioni di italiani, capaci di far scatenare bimbi e nonni.

Anche se Repetto ha chiamato Olginate, il paese che lo ha ospitato, Olgiate diverse volte ha poi chiesto umilmente scusa al pubblico divertito, iniziando per par condicio a storpiare di proposito tutti i nomi dei paesi citati. La storia portata in scena sotto forma di fiaba medievale, ha raccontato così i sogni e le vicende , gli inizi e i successi di Max e di Mauro, due menestrelli di “Paria” , anziché Pavia, che volevano accedere alla corte del conte Claudio Cecchetto in quel di “Bilano”, al posto di Milano.

Punzecchiato in scena dall’Uomo Ragno arrabbiato per essere stato fatto morire nel primo grande successo degli 883, e maltrattato dalla donna dei sogni per cui lui a un certo punto decise di mollare la band e il successo per inseguire il sogno di diventare sceneggiatore negli Stati Uniti, Repetto ha aperto il suo cuore al pubblico. Non ci sono insuccessi ma desideri che si cerca di realizzare, e a volte accade. In tutto questo ha ballato come faceva negli anni Novanta, ha cantato le canzoni insieme a tutte le oltre 400 persone del pubblico del Jolly, spiegando anche come sono nate quelle canzoni e come erano state accolte.

E per il gran finale tutti in piedi a ballare sulle note di “Nord Sud Ovest Est”. Poi è stato a disposizione per firmare autografi e scattare selfie. E la coda di chi ha atteso con pazienza, usciva dalla porte del Jolly.

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