Leggermente, incontro con Dacia Maraini: «Scrivo contro le ingiustizie»

«Nel campo di concentramento in Giappone, dove ho vissuto con i miei genitori, ho imparato cosa fosse l’ingiustizia e da lì è nata la mia rivolta»

Lecco

«Sin da piccola sono sempre stata contro le ingiustizie ed il mio strumento è sempre stata la scrittura». Così ha esordito ieri sera Dacia Maraini al Palazzo del Commercio a Lecco, ospite della XVI edizione di Leggermente. Presentata dallo scrittore Paolo Di Paolo, la Maraini ha parlato del suo ultimo libro: “Diario degli anni difficili. Con le donne ieri, oggi e domani” (Solferino). Un punto di partenza per una delle voci di rilievo della nostra letteratura, che ha sempre fatto dell’impegno civile uno dei suoi tratti caratteristici.

Infatti Paolo Di Paolo, ha esordito sottolineando come dalla vasta produzione della Maraini emerga un profondo senso di giustizia: «La giustizia è un tema a me caro. Del resto, già nel campo di concentramento in Giappone, dove ho vissuto con i miei genitori, ho imparato cosa fosse l’ingiustizia e da lì è nata la mia rivolta. I miei genitori, poi, mi hanno dato una grande testimonianza quando si sono rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò. Certo bisogna dire che la giustizia non può fare a meno dell’immaginazione, saremmo incapaci di comprendere il dolore degli altri, predisposizione da cui nasce l’etica».

Paolo di Paolo ha poi voluto ricordare il 1968 e gli anni ’70, periodi in cui Dacia Maraini era in prima linea per le battaglie civili: «Il femminismo ed il ’68 sono state due rivoluzioni vere de proprie – ha sottolineato la Maraini – Per quanto riguarda le donne sono cambiate le leggi che hanno posto un freno ad una società in cui dominava il patriarcato. Di quegli anni ricordo con piacere la grande partecipazione della gente. Qualcuno pensa ancora che le manifestazioni di piazza non servano, ma sbaglia. Le manifestazioni sono la condivisione di un valore ed è proprio questo che manca oggi al nostro Paese».

Il sottotitolo dell’ultimo libro della Maraini è esplicito: “con le donne ieri, oggi e domani”. La scrittrice ha ribadito il grande significato di tutto questo. Da sempre vicina alle donne, le ha raccontate nei suoi romanzi ed ora, in questo libro, raccoglie una serie di articoli che affrontano tematiche legate al mondo femminile e alla violenza di cui spesso sono vittime: «Per contrastare questa violenza occorre agire sulla cultura, sulle abitudini identitarie, sulle disparità di genere, sulla misoginia linguistica. Le ragioni dello scontro vanno ricercate nel mondo patriarcale in cui siamo ancora immersi e in cui è montata una rabbia vendicativa, una voglia di riportare l’ordine colpendo chi ha preteso indipendenza. Un percorso difficile e irto di ostacoli paragonabile a quello che ha portato alla conquista della dignità sociale ed economica degli operai contro gli industriali».

La scrittrice ha sostenuto che, innanzitutto, deve nascere una consapevolezza profonda e poi le donne devono imparare a volersi bene: «Troppe donne hanno introiettato il concetto di colpa e inferiorità, a tal punto da finire per farsi del male. Ancora oggi, in diversi Paesi, le donne che rivendicano i propri diritti vengono imprigionate. Il mondo è globalizzato, c’è la rete che è inclusiva, per cui quello che accade alle donne in Iran o in Afghanistan riguarda anche noi e non possiamo ignorarlo».

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